L’Aquila e il terremoto Va in scena a Roma “Questa è casa mia”

La pluripremiata pièce del teatino Alessandro Blasioli parte dal 2009 e racconta il dopo sisma dei sopravvissuti
CHIETI. Domani saranno 13 anni dal terremoto aquilano, e in questi giorni torna in scena il pluripremiato spettacolo di Alessandro Blasioli “Questa è casa mia. L’Aquila ieri e oggi”. Scritto, diretto e interpretato dal 30enne attore-autore teatino, il monologo è in cartellone da stasera al 13 aprile a Roma al Teatro Vittoria.
Teatro civile di narrazione che riflette sul post sisma e i suoi paradossi, la pièce del talentoso Blasioli ha per sottotitolo una frase dagli “Amores” del poeta sulmonese Ovidio, “Dolor hic tibi proderit olim” (Un giorno questo dolore ti sarà utile), che ben si addice alla capacità di sopportazione e resistenza degli aquilani colpiti prima dalla tragedia e poi sfiancati dalla burocrazia. Nata ampliando il corto del 2014 altrettanto premiato “A vostra completa disposizione!”, la pièce “Questa è casa mia” debuttò nel 2017 al Teatro India di Roma nel festival Dominio Pubblico; in quell’occasione Blasioli vinse il premio Nuovo Imaie per il migliore interprete maschile.
Da allora “Questa è casa mia” ha ricevuto una quindicina di meritati riconoscimenti in vari festival italiani e lo scorso anno ha vinto il primo premio nella 12esima edizione della rassegna “Salviano i talenti - Premio Attilio Corsini”, istituito dal Teatro Vittoria per ricordare il fondatore della compagnia Attori&Tecnici e del teatro di piazza Santa Maria Liberatrice. Proprio Attori&Tecnici produce il lavoro dell’artista abruzzese, formatosi tra Roma, il Galles, Parigi, già autore di altri lavori molto ben accolti e decorati, “Sciaboletta”, “Dpr – Web sommerso”, “L’avvocato di Matteotti”.
“Questa è casa mia” riporta indietro ai drammatici eventi del 2009. Alessandro Blasioli nel suo tragicomico monologo racconta, partendo da fatti e testimonianze reali, in modo incisivo e con ritmo serrato, le decisioni inadeguate e spesso inique, le speculazioni, l’incubo burocratico che hanno accompagnato, e ancora accompagnano, le vite di chi nel terremoto del 6 aprile sopravvisse ma perse tutto. Come la famiglia Solfanelli, la cui esistenza viene stravolta; cambia anche l’amicizia tra i giovani Paolo e Marco. Sfollati fra tendopoli, alberghi della costa, progetti Case, i Solfanelli devono affrontare incredibili peripezie, tipi grotteschi se non loschi, situazioni surreali.
“Questa è casa mia” è la storia di quel “dopo terremoto” che sembra non finire mai e che oggi non fa più notizia. L’epilogo della vicenda è affidato a Paolo e Marco che, attraverso il valore dell’amicizia e la forza dei loro pochi anni, indicano la giusta direzione per non ripetere sempre gli stessi errori. «Un punto di vista nuovo» si legge nelle note di presentazione, «che avvicina il pubblico alla realtà del capoluogo abruzzese e, più in generale, alla realtà di tutti quei paesi che versano nella stessa condizione di L’Aquila, vittime dell’inefficienza della macchina statale prim’ancora che della Natura, in uno dei Paesi europei a più alto rischio sismico». Disegno luci Teatro Thesorieri Cannara, scenografia Blasioli e Andrea Corvo, foto Manuela Giusto. Dal 5 al 13 aprile tutte le sere (inizio ore 21; mercoledì 6 alle 17, domenica 10 alle 17.30).