L’Arca riapre con 12 artisti di levatura internazionale

2 Luglio 2021

Da oggi visitabile “Pressure - Linguaggi della grafica d’arte contemporanea” con opere di Chia, Esposito, Valentini, Vangi, Matteo Fato, Hassan, Guaitamacchi

TERAMO. Tradizione secolare e innovazione si fondono nella bella mostra “Pressure - Linguaggi della grafica d’arte contemporanea. Arti Grafiche della Torre tra ricerca e stampa” che viene inaugurata oggi a Teramo, alle 18.30, nei locali de L’Arca – Laboratorio per le arti contemporanee.
Promossa del Comune – assessorato alla Cultura e curata da Umberto Palestini, già direttore artistico dell’Arca dal 2010 al 2014, la preziosa carrellata di opere di 12 artisti di levatura internazionale segna la riapertura post emergenza sanitaria della galleria civica di largo San Matteo. Un punto di ripartenza per raggiungere l’obiettivo del governo cittadino, la cultura come capitale, hanno ribadito presentando ieri la mostra alla stampa il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore alla cultura Andrea Core, in compagnia del curatore.
L’originalità di “Pressure” sta nella proposta inusuale dell’arte grafica contemporanea di ricerca, realizzata dalla stamperia Arti Grafiche della Torre, pregevole realtà del Montefeltro, con artisti che si sono sì espressi soprattutto attraverso pittura e scultura, ma hanno pure sperimentato l’incisione e la calcografia di grande formato. Di assoluto rilievo i nomi presenti all’Arca: il fiorentino Sandro Chia, esponente di spicco della Transavanguardia; Eliseo Mattiacci, nome importante dell’Arte Povera; maestri come il teramano Diego Esposito, Walter Valentini e Giuliano Vangi, che hanno esposto in sedi prestigiose in Italia e all’estero; interessanti autori stranieri quali l’egiziano Fathi Hassan, primo artista africano alla Biennale veneziana, e Jonathan Guaitamacchi, natali londinesi e formazione italiana, attivo tra Inghilterra e Sudafrica; artisti quotati come il torinese Gian Marco Montesano (legato all’Abruzzo e al gruppo teatrale Florian di Pescara con cui ha spesso collaborato), Omar Galliani e Luca Pignatelli, che hanno esposto agli Uffizi; ultime generazioni di valore come il pluripremiato pescarese Matteo Fato e il maceratese Fabrizio Cotognini, vincitore del Premio Arte Mondadori. Accompagna la mostra la proiezione in loop di un video (8') sulla tecnica del monotipo di Luca Bellandi. Segnalata dalla rivista Arte e Critica tra gli eventi estivi per l’arte contemporanea, la mostra “Pressure” rinnova la secolare tradizione dell’incisione, reinterpretata innovativamente da artisti del nostro tempo, «a testimonianza della vitalità di un linguaggio espressivo rinnovato attraverso l’esperienza della tecnica calcografica attuale e rivitalizzato da una serie di idiomi di grande suggestione segnica e formale», spiega il curatore Umbero Palestini. «La grande incisone, dal '500 a Rembrandt a Goya, è materia che chiede mani sapienti, è un’operazione azzardo, una volta incisa la lastra non si torna indietro, non si può correggere come nel disegno». Il matrimonio tra tradizione e sperimentazione si esalta soprattutto nei grandi formati, caratterizzanti molte delle opere esposte a Teramo. Apertura fino al 30 settembre, orari martedì-venerdì 10-13 e 15-20, sabato e domenica 15-20, lunedì chiuso. Ingresso libero.