L’arcivescovo Forte racconta in un volume la ricchezza della grazia

5 Dicembre 2023

All’ateneo di Chieti presentazione di Lettere al Popolo di Dio Pubblichiamo l’introduzione alla lettura firmata dal presule

L’Arcidiocesi di Chieti-Vasto e l’Università “d’Annunzio” organizzano per oggi alle ore 16.30, nell’aula magna del Rettorato in via dei Vestini a Chieti, la presentazione del volume “Lettere al Popolo di Dio” (Shalom Editrice), dell’arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte. Introduce il rettore Rino Stuppia, intervengono i docenti Oriana Trubiani, Ester Vitacolonna, Francesco Paolo Ciglia, Michele Cascavilla. Don Bruno, come il presule ama essere chiamato, risponderà alle domande del pubblico e degli ospiti e introdurrà il volume con una relazione che qui di seguito, su gentile concessione, pubblichiamo.

Questo libro raccoglie lettere pastorali e messaggi da me indirizzati al popolo a me affidato negli anni del mio servizio episcopale nella Chiesa di Chieti-Vasto, a partire dal mio ingresso in diocesi (2004). Se le lettere seguono un preciso disegno catechetico, i messaggi per la Quaresima affrontano temi e aspetti diversi della vita del cristiano, evidenziando come un magistero episcopale non possa né debba mai prescindere dalla vita concreta delle donne e degli uomini al cui servizio si pone, intervenendo su sfide e problemi che riguardano tutti, per proporre sempre di nuovo in rapporto ad essi la luce della fede.
Con le lettere pastorali ho inteso richiamare gli elementi fondamentali che nutrono e caratterizzano l’esistenza del discepolo di Cristo. La prima lettera, che costituisce il messaggio proposto alla diocesi nel momento in cui entravo in essa come suo pastore, richiama tre aspetti fondamentali dell’esistenza redenta vissuta nella Chiesa: la “martyría”, o testimonianza della rivelazione divina, la “koinonía”, o comunione generata dalla fede fra coloro che accolgono il dono dall’alto, e la “diakonía”, o servizio cui essi sono chiamati in forza dello stesso dono ricevuto, che non è mai privilegio, ma grazia, compito e missione per sé e per gli altri. La seconda e la terza lettera si sono occupate rispettivamente dell’eucaristia e della riconciliazione, perché per la maggior parte dei fedeli sono questi gli eventi sacramentali che scandiscono il vissuto della fede. Non va, però, dimenticato come il primo posto vada dato all’ascolto credente della Parola di Dio, perché è in essa che ci raggiungono l’annuncio dell’opera divina, entrata nella storia, e il dono della vita nuova che ci viene offerto. La lettera sulla Parola di Dio ha perciò un particolare rilievo: l’auto-comunicazione divina è veramente la buona novella contro la solitudine, l’annuncio gioioso e liberante che non siamo soli in questo mondo, né tanto meno gettati verso la morte, ma pellegrini verso la pienezza della vita che vince e vincerà la morte.
Seguono poi le lettere dedicate agli altri sacramenti, eventi di grazia in cui il Dio vivo incontra e trasfigura l’esistenza umana in tutte le sue tappe fondamentali e nell’articolazione delle sue possibili realizzazioni vocazionali. Ho quindi voluto presentare gli abiti spirituali che caratterizzano il discepolo del Salvatore: dapprima le virtù teologali – fede, carità e speranza – e la loro trasmissione attraverso la testimonianza e l’azione educativa della Chiesa, e quindi le virtù cardinali, intese come le qualità umane che predispongono ad accogliere nel modo più proficuo e fecondo la grazia divina.
Ne risulta un quadro della vita illuminata dalla morte e resurrezione del Signore Gesù e di quanto essa possa significare per ognuno di noi e per la costruzione del bene comune dell’intera famiglia umana. I messaggi per la Quaresima e la Pasqua da una parte presentano alcune figure chiave della storia della salvezza (Abramo, Maria, Paolo, Giovanni…), a cui è possibile ispirare la nostra vita di perdonati e salvati trovando ispirazione, esempio e conforto nel loro vissuto, dall’altra toccano alcuni temi di fondo del cammino di costante conversione cui il credente è chiamato perché la sua vita sia sempre nuova nella novità dell’amore trinitario, che nel battesimo l’ha raggiunta e trasformata per farne un anticipo dell’eterna bellezza della vita in Dio tutto in tutti. In questa luce, l’esistenza redenta appare nella sua ricchezza di grazia e di impegno sempre nuovi, di gioia mai ripetitiva, di sfida a cui aprirsi con fede e speranza ogni giorno, mettendo sempre al primo posto la carità, che tutto scusa, tutto crede, tutto spera e tutto sopporta, introducendoci così alla vita eterna, promessaci nella resurrezione del Figlio, fattosi carne per amore nostro.
Possano queste pagine offrirsi come un piccolo segno del grande amore che mi ha unito alla Chiesa mia sposa, cui ho cercato di donarmi senza riserve e con entusiasmo in questi anni in cui mi è stato dato di guidarla con l’aiuto dei cari sacerdoti e di tanti fedeli, certo di essere accompagnato dalla bontà del Signore, dall’intercessione di Maria, Madre amata, e dei Santi, cui ho affidato con fiducia la mia povertà di mendicante del cielo, pellegrino fra i pellegrini di Dio verso la patria promessa, desiderata e sperata.