L’arte che si affida: l’Abbazia si apre a mostra e musica

22 Dicembre 2019

MORRO D’ORO. Arte contemporanea e architettura storica, un connubio nel segno della cultura per un appuntamento da non perdere. Apre oggi pomeriggio, dalle ore 17 all’Abbazia di Propezzano di Morro d’...

MORRO D’ORO. Arte contemporanea e architettura storica, un connubio nel segno della cultura per un appuntamento da non perdere. Apre oggi pomeriggio, dalle ore 17 all’Abbazia di Propezzano di Morro d’Oro (Teramo), la mostra “Camerlengo, affidare la comunità” degli artisti Simone Camerlengo e Lorenzo Kamerlengo, curata da Giorgio D’Orazio e ospitata negli spazi dell’antica Abbazia, monumento privato trecentesco aperto per l’occasione. Durante l’opening, alle ore 18, andrà in scena anche un coinvolgente concerto dell’energico Antonio Sorgentone.
La mostra prende spunto dall’etimologia del cognome degli artisti, i fratelli Camerlengo, che espongono per la prima volta assieme “affidando” l’uno all’altro la propria ricerca, lavorando quindi ciascuno sul linguaggio creativo dell’altro e congiuntamente anche. In mostra vengono così presentate 7 opere, fra pittura e istallazione, per la condivisione e custodia di un comune bene-cultura, percorso che invita i visitatori in un’esposizione suggestiva e di forte impatto contemporaneo, in un ambiente storico e intatto. «Abbiamo tutti un gran bisogno di affidarci, abbiamo bisogno di aprirci e di chiudere, di spegnere tutto ciò che accende solo il bisogno di conservazione e non di custodia. Come l’artista si affida al curatore, il curatore si affida all’artista e l’artista all’altro artista. E viceversa», si legge nel testo di D’Orazio che accompagna la mostra. «Come la comunità si affida al Camerlengo e questo ne custodisce i beni, così la collettività si affida alla cultura perché ne custodisca il patrimonio. E l’arte, depositaria di questo tesoro, è l’unica che sa trattenerlo senza sbarrarne l’accesso o frenarne i poteri, valutando di volta in volta l’azione migliore perché il bene comune sia fruibile e possa, una volta messo a frutto, produrre qualcosa di nuovo, di bello e di buono. Così capita che l’artista affidi all’altro artista – ognuno lavorando sul linguaggio altrui – la propria ricerca, l’elemento creatività che hanno in comune»,scrive ancora il curatore, «così accade che il curatore a cui gli artisti affidano il concetto, la ragion d’essere della mostra, affidi agli artisti la presentazione della stessa, ciascuno raccontando il proprio lavoro sul lavoro altrui, come se fosse allo stesso tempo se stesso e l’altro. E così affidando, affidandosi, l’arte diventa il patrimonio comune affidato alla collettività, quella comunità che affida il proprio bene-cultura all’interpretazione della pluralità di messaggi che scaturiscono dall’idea di una mostra. Tutto ciò significa recuperare la disponibilità verso l’altro, una disponibilità al benessere comune, una certa aderenza alla vita, ma anche la forza del pensiero, l’unico patrimonio che davvero ci resta e ha la capacità di accomunarci al di là di tutto, di tutti e di noi stessi. Ti viene affidato e tu lo devi affidare».
Simone Camerlengo (1989) ha studiato Pittura all'Accademia di Belle Arti dell'Aquila con Sergio Sarra, Italo Zuffi e Cecilia Canziani. Ha frequentato la Upv-Ehu Facultad de Bellas Artes di Bilbao, seguito il progetto Erasmus Traineeship e lavorato come assistente a Berlinonello studio dell'artista Lorenzo Scotto Di Luzio. Vive e lavora tra Pescara e Roma. Lorenzo Kamerlengo (1988), dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti di Roma e la Facoltà di Belle Arti di Bilbao, ha conseguito il master in Arti Visive dell'Accademia di Belle Arti dell'Aquila nel 2015, anno ha lavorato negli studi di Luca Vitone e Riccardo Previdi a Berlino. Vive e lavora invece tra Pescara e Milano.
La mostra “Camerlengo, affidare la comunità” è visitabile fino al 22 febbraio 2020, data del finissage con presentazione del catalogo, ad orari variabili (per le visite è consigliabile prendere informazioni dall’Abbazia di Propezzano al numero 3922318864).
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