L’arte del mosaico esplora la memoria I grandi a Villa Paris

Chiodi, smalti e resti del sisma aquilano dialogano nelle opere di giovani e maestri esposte a Roseto
PESCARA. Giovani artisti e maestri a confronto con l’antica arte musiva, declinata nei linguaggi e con le sensibilità del nostro tempo. Accade a Roseto, nell’elegante ambientazione di Villa Paris, dove domani viene inaugurata la mostra d'arte contemporanea “GAeM - Giovani artisti e mosaico”.
La rassegna, inserita nella sesta edizione di Art in Act e organizzata dalla Fondazione Cingoli in collaborazione con Mar - Museo d'arte della città di Ravenna e Centro internazionale di documentazione sul mosaico, è curata da Linda Kniffitz e Daniele Torcellini, ideatori nel 2011 del biennale concorso internazionale GAeM per artisti under 40. Fino al 31 ottobre sarà possibile ammirare il meglio dell'arte del mosaico contemporaneo e delle nuove tendenze interpretative (orario di visita 18.30-21.30, dal mercoledì al venerdì, ingresso libero).
L’esposizione propone le opere degli artisti partecipanti al quarto premio GAeM di Ravenna: Giulia Buonanno, Laura Carraro, Marco De Santi, Michele Dibari, Tatsiana Dubouskaya, Aude Fourrier, Akiko Hatano, Kim Jae Hee, Bianca Lupi, Andjelka Radojevic, Matylda Tracewska, Sara Vasini, Eleonora Zannier. Protagonisti delle sezioni speciali sono la veneziana Dusciana Bravura, Matylda Tracewska, polacca di Varsavia, la cesenate Sara Vasini, vincitrice come Tracewska di un Premio GAeM, e Bruno Zenobio, artista atriano di nascita e rosetano di adozione, di spessore internazionale. Scrive Kniffitz: «Dusciana Bravura nelle sue installazioni si apre a mezzi espressivi originali e a oggetti di recupero, mettendo in dialogo le sue sculture musive, che rappresentano uccelli sgargianti e piccoli mostri, con vasi in vetro di Murano (e scandinavi e inglesi) degli anni Sessanta: due versioni della pasta vitrea concettualmente e formalmente diverse. Anche Zenobio supera la tecnica tradizionale per sviluppare una ricerca sul colore e la forza intrinseca dei materiali, svincolata da precisi riferimenti formali.
Nelle sue ultime opere scultoree riconquista le esperienze infantili quando aiutava il padre falegname e restauratore. Raccogliendo legni e chiodi usurati, ferri e frammenti di laterizio, in buona parte provenienti dai resti del terremoto di L’Aquila, e assemblandoli con grandi tessere di smalto e scarti di fornace, opera una sintesi di componenti aggiuntive e individua un centro visivo attorno al quale costruisce un tema simbolico e una poetica dei materiali che sembrano alludere alla caducità di tempo e memoria».
Scrive Torcellini: «Al centro delle ricerche di Sara Vasini e di Matylda Tracewska c’è il mosaico come necessità, declinato in esiti che si tingono di accenti neoromantici. Uno sguardo rivolto a un passato idealizzato, che a contrasto con l’ipertecnologia reale e virtuale dei nostri tempi ci chiama a una riflessione su quanto ancora di emotivamente esprimibile ci sia battendo territori (apparentemente) superati dalla storia. Un gusto per il recupero e la citazione dove ironia e nostalgia si mescolano».
La mostra rosetana è destinata a consolidarsi come appuntamento biennale, seguendo le cadenze del concorso ravennate. Nel progetto della Fondazione Cingoli l’arte musiva si alternerà all’arte ceramica, offrendo ogni anno una mostra di alto livello sulle nuove identità artistiche. Info: www.villparis.it.
©RIPRODUZIONE RISERVATA