L’arte di Edolo Masci in mostra a Pescara

Da oggi fino al 19 gennaio una raccolta di dipinti e sculture del maestro di Castiglione a Casauria nella Galleria Margutta
PESCARA. Pittura, scultura, incisione, clichés-verre: una retrospettiva sulla raffinata arte di Edolo Masci è allestita nella storica Galleria Margutta di Leda Recchilongo, in via Nicola Fabrizi a Pescara, a partire da oggi alle 18 e fino al 19 gennaio.
A dieci anni dalla scomparsa del maestro abruzzese, nato a Castiglione a Casauria e romano di adozione, l’omaggio è curato da Piera Di Nicolantonio, art curator con esclusiva nazionale dell’opera di Masci. In mostra una ventina opere tra acquerelli, anche di grandi dimensioni, dipinti e sculture, dai primi anni '70 fino ai primi 2000. Opere che raccontano la sua storia di uomo e di pittore, dagli acquerelli raffiguranti Conchiglie a quelli della serie Blu Callipigia (1989), i dipinti Casa rossa, Davanzale, Sireneide e La Mela, la scultura in legno Luna (anni '70), le piccole e piccolissime sculture in bronzo del 1988 che l'amico poeta Valentino Zeichen evocava, insieme agli acquerelli Blu Callipigia, come «Danzatrici etrusche esiliate a Hong Kong». Una piccola ma esaustiva retrospettiva, spiega la curatrice, che completa il tributo nel primo decennale della scomparsa del maestro, dopo l’inaugurazione ufficiale lo scorso settembre della Sala Edolo Masci (Sala Giunta) nel Palazzo della Provincia di Pescara (dove si trovano in esposizione permanente tre capolavori: i grandi dipinti storici e “gestuali”, «Verdeombra» e «L’aiuola», e «La montagna spaccata» donato dallo stesso artista ormai cieco nel 2009). La pittura di Masci si muove tra il realismo intimista delle Periferie dei primi anni ’60 e il realismo lirico risolto in forme e iconografie determinate da un’astrazione e da una simbologia concettuale e metaforica nei Paesaggi, la serie delle Nudine, Profumi, Fiori, Farfalle, i Verdeombra o le Conchiglie in acquerello, e in altri temi sempre legati all’intimità e alla memoria. Masci è sempre vissuto a Roma dove ha studiato, allievo di Alberto Ziveri e Pericle Fazzini, maestri della Scuola romana, nel famoso Museo artistico industriale di via Conte Verde. Pittore, acquerellista, incisore, litografo, xilografo, disegnatore e scultore, Masci, ha scritto in passato Antonio Del Guercio, «non può non essere riconosciuto come uno dei più originali e significativi fra quanti hanno operato e operano in Italia a partire dal dopo guerra, e non solo fra quelli della sua generazione». Artista precoce, ha frequentato l’ambiente culturale romano sin dagli anni ’60, stringendo amicizia con Mino Maccari, Mario Mafai, Giovanni Omiccioli, Giulio Turcato, Lucio Dalla, Sergio Endrigo, Luis Bacalov e di quanti gravitavano in quegli anni nello spazio tra via del Babuino e piazza del Popolo. «Tuttavia; racconta lo storico dell’arte, Sissi Aslan, compagna del maestro, «Edolo è sempre rimasto un artista schivo, poco prolifico ed estremamente rigoroso nel suo lavoro. E legato alla sua terra, l'Abruzzo, da lunghi e importanti sodalizi».
La mostra “Edolo Masci, acquerelli, dipinti e sculture” potrà essere visitata 7 giorni su 7 con orario di negozio e ingresso libero.
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