L’arte di Merini e Kounellis nel progetto No Man’s Land

12 Gennaio 2020

PESCARA. No Man’s Land (Nml), la Terra di Tutti nella campagna di Rotacesta, a Loreto Aprutino, è anche luogo della poesia fin dalla sua apertura al pubblico avvenuta nella primavera 2016 (nella foto...

PESCARA. No Man’s Land (Nml), la Terra di Tutti nella campagna di Rotacesta, a Loreto Aprutino, è anche luogo della poesia fin dalla sua apertura al pubblico avvenuta nella primavera 2016 (nella foto di Gino Di Paolo un momento del reading poetico tenuto dall’attrice romana Mimosa Campironi, sorella del poeta Arnoldo Mosca Mondadori). La poesia della pineta di dannunziana memoria, luogo caro ai pescaresi, è il set della sesta puntata del format #SolidGround in onda stasera alle 22 sul canale 10 di Rete8. In sinergia con il quotidiano il Centro, l'emittente regionale è mediapartner del progetto della Nml Foundation tesa a creare «nuove dinamiche sociali, culturali, educative», in Abruzzo come altrove. Intervistati da Anna Corsi dell'associazione studentesca Woo- Mezzometroquadro-Facoltà di architettura di Pescara, sono Marco Santomauro, architetto, e Paola Aceto, appassionata di arte.
«Da D'Annunzio fino ai giorni nostri con le esperienze di scrittori e poeti come Marco Tornar e Renato Minore, l'Abruzzo si conferma terra fertile alla poesia», dice Arnoldo Mosca Mondadori, membro del comitato scientifico della Fondazione Nml. Mosca Mondadori (pronipote di Arnoldo Mondadori, fondatore dell’omonima casa editrice) ha curato l'opera mistica della poetessa Alda Merini nel suo ultimo decennio di vita.
Da questa collaborazione sono nati progetti con artisti come Lucio Dalla che ha musicato “Francesco - Canto di una creatura” della Merini. Lo stesso Mosca Mondadori è impegnato con l'associazione Zerynthia nell'edizione di libri coinvolgendo personalità della cultura e dell'arte come Ennio Morricone, Gianna Nannini, Michelangelo Pistoletto, Carla Accardi, Getulio Alviani, Ermanno Olmi, Valentino Zeichen, Carlo Crivelli.
Opere comuni, gesti artistici e di denuncia sociale «necessaria» come l'ultima, “Il violino di Kounellis”, sul dramma contemporaneo della carcerazione in Italia. Un intervento a sei mani in cui centrale è il violino.
L'artista greco, padre dell'arte povera, ha sostituito le corde di un violino creato nel laboratorio di liuteria del carcere di Opera (Milano) con quattro corde di filo spinato, a significare insieme possibilità e impossibilità della persona detenuta: un gesto di forte impatto emozionale affidato alla parola poetica di Daniele Pieroni, la suggestione del lavoro di Kounellis, la musica struggente e popolare scritta da Carlo Crivelli.
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