L’arte e le voci delle donne protagoniste al Florian tra musica, ideali e parole

Inizia questa sera la serie di spettacoli dal vivo “Femminile/Plurale” Primo appuntamento il tributo alla cantante e attrice Gabriella Ferri
PESCARA. Figure popolari come Gabriella Ferri, meno note come la pittrice Pasquarosa Marcelli, o sconosciute ai più, come le donne dell’Udi col loro impegno per i bambini nell’Italia del dopoguerra. E altre storie e riflessioni, esemplari nel trasfigurare condizioni e aspirazioni femminili. Sei spettacoli, espressioni della creatività femminile, tra teatro, musica, libri, video e creazioni interdisciplinari, per riflettere sulle donne, su voce e identità femminile, sulla disparità di genere. Col pensiero alla lotta delle donne iraniane e al loro grido “Donna Vita Libertà”, parte oggi a Pescara la seconda edizione di Femminile plurale - L’Arte delle donne”, rassegna ideata e organizzata dal Florian Metateatro e a cura di Giulia Basel, Anna Paola Vellaccio, Chiara Sanvitale, Isabella Micati.
Gli spettacoli, ospitati dal Florian Espace di via Valle Roveto, saranno accompagnati da postPlay. Storie di donne, d’arte e di teatro, momenti di approfondimento e confronto tra pubblico e ospiti, condotti dalle curatrici insieme alla scrittrice Maristella Lippolis, allo psicologo Davide Silvestri, alla storica dell’arte Sibilla Panerai e alla giornalista e attivista Gerarta Theji Ballo. Dopo spettacolo pure in diretta streaming, a cura di Alessio Tessitore.
Un tributo all'immensa Gabriella Ferri, verace cantante e attrice della Roma popolare, apre la rassegna con lo spettacolo Sono partita di sera (oggi 20.45, domani alle 18), ideato da Valentina De Giovanni, che ne è interprete, drammaturgia Betta Cianchini, alla chitarra Gabriele Elliott Parrini, produzione Florian Metateatro e Compagnia De Giovanni/Piccioni. «Sono partita di sera è una storia “lieve, lieve” come l’anima della donna che la racconta» spiegano le curatrici «Una storia su una Roma che non c’è più. Come non c’è più la voce della più grande artista romana di tutti i tempi: Gabriella Ferri. Le sue canzoni nell'interpretazione della straordinaria Valentina De Giovanni riescono a restituirci la sua immensità e la sua straziante malinconia».
Secondo appuntamento, venerdì 10 marzo, col pluripremiato spettacolo Finalmente sola (ore 20.45) di e con Paola Giglio, regia Marcella Favilla, producono Tangram e Compagnia Prosperi/Giglio. «Qual è il confine tra normale e anormale? Quand’è che una relazione considerata da tutti difficile dovrebbe essere percepita come malata? Finalmente sola indaga le dinamiche amorose guardandole con le lenti dell’ironia e sarcasmo».
In postPlay, presentazione di Amleta, associazione nata per contrastare disparità e violenza di genere nel mondo dello spettacolo.
Sabato 18 e domenica 19 marzo (rispettivamente 20.45 e 18) lo storico Teatro della Tosse di Genova con I treni della felicità, su un capitolo poco noto, ma toccante ed edificante, della nostra Storia, quando nell’immediato dopoguerra l’Unione Donne Italiane organizzò l’accoglienza temporanea di circa 70mila bambini delle zone più povere e provate dal conflitto in famiglie del nord Italia, che pure non erano benestanti, in nome della solidarietà e ricostruzione anche del tessuto sociale.
Venerdi 24, alle 20.45, il reading musicale Te la sei cercata! An artivist show: Miriam Ricordi, cantautrice scanzonata, e Benedetta La Penna attivista femminista, speaker radiofonica, libraia, ripercorreranno tra testi e canzoni le battaglie del femminismo e della comunità Lgbt.
Giovedì 30, ore 20.45 (replica il 31 in matinée), Gloria Sapio e Maurizio Repetto in Pasquarosa. Studio per una pittrice. Attraverso la storia di Pasquarosa Marcelli e suo marito Nino Bertoletti «il mito delle contadine anticolane analfabete che tra '800 e '900 diventano muse, modelle dei pittori, per poi sbocciare come artiste conquistandosi un ruolo nella vita intellettuale del Paese, in un'Italia lontana dal diritto di voto alle donne».
Chiusura mercoledì 5 aprile (20.45) col concerto-spettacolo Sarabanda postcomunista, monologo in jazz di e con Irida Gjergji, voce e viola, e Christian Mascetta chitarra. «Biografia traslata e musicata sul tema delle radici: lampi di storia dell'Albania abbandonata e dell'Italia vissuta, accompagnati dallo scorrere fluido e sincopato del jazz e dai tempi dispari, imprevedibili, delle danze balcaniche, dalle atmosfere ora nostalgiche ora divertenti».