L’attore c’è con “Vita da Carlo 2”: «Hollywood mi faceva sognare»

16 Settembre 2022

ROMA. È «un privilegio essere qui con questa montagna di intrattenimento dietro... spero di fare la mia parte». Lo dice Carlo Verdone parlando della sua serie autobiografica Vita da Carlo, che dopo...

ROMA. È «un privilegio essere qui con questa montagna di intrattenimento dietro... spero di fare la mia parte». Lo dice Carlo Verdone parlando della sua serie autobiografica Vita da Carlo, che dopo la prima stagione su Prime Video, migra per la seconda su Paramount+.
Da bambino «non avrei mai pensato di diventare attore», racconta l’attore e regista sul palco a Cinecittà, «ero timido e riservato e avevo paura della gente. Ma c’è stato un episodio che ha significato tutto nella mia carriera. Avevo affittato una cantina a via Alberico II per fare i miei personaggi. Alla quarta serata ho fatto lo spettacolo per una sola persona. Il giorno dopo trovo una recensione strepitosa di Franco Cordelli, che era quella persona, su Paese Sera. Scrisse “è nato un nuovo Fregoli”, da quel giorno il pubblico è andato crescendo ogni giorno ed è nata così la mia carriera».
Finora «ho fatto del mio meglio, speriamo di far bene anche con voi», aggiunge rivolto ai manager della piattaforma. «Paramount ha un ruolo fondamentale nel mio amore per il cinema, grazie a un film della Paramount, “Sfida all’Ok Corral”, che ho visto al Capranica a sei anni e mezzo insieme a mio padre. Ho scoperto là il grande cinema, i grandi interpreti e anche la follia di mio padre, che ogni volta che iniziavano una sparatoria, si alzava e urlava “Spara! spara!” (dice mimando il genitore ndr). Poi finiva il film e papà andava via camminando come i pistoleri. Mia madre mi spiegava che lui tornava bambino con quei film».
Gli capitava «anche anche con i film di Jerry Lewis... continuava a ridere per 10 minuti con ogni gag. Chissà, mio padre forse viveva già un suo metaverso». Anche «il film che ho visto più nella mia vita è Paramount, mi sono innamorato di “Viale del tramonto” di Billy Wilder, che ritengo il più grande regista», conclude. «Io ho due grandi miti, Fritz Lang e Billy Wilder».