L’attore e regista Gammarota si è tolto la vita, aveva 60 anni

11 Febbraio 2015

ROMA. È morto suicida ieri mattina l'attore e regista di origini barlettane Manrico Gammarota. Aveva 60 anni. Gammarota, che da tempo viveva a Roma, tornava spesso nella sua città, dove ricopriva il...

ROMA. È morto suicida ieri mattina l'attore e regista di origini barlettane Manrico Gammarota. Aveva 60 anni. Gammarota, che da tempo viveva a Roma, tornava spesso nella sua città, dove ricopriva il ruolo di direttore artistico del cartellone del teatro Curci. Attore, regista e autore teatrale, cinematografico e televisivo, Gammarota aveva una carriera affermata che lo impegnava in tournée e in attività formative e di laboratorio con giovani artisti. Fra i tanti riconoscimenti, nel 2009 ricevette il premio Persefone quale Migliore attore per l'interpretazione in “La parola ai giurati” di Reginald Rose, con la regia di Alessandro Gassman. L'anno successivo aveva ricevuto il premio della critica per “Roman e il suo cucciolo”, tratto da “Cuba and His Teddy Bear” di Reinaldo Povod, sempre diretto da Alessandro Gassman.

Figlio di partigiano (suo padre portava il nome di battaglia di uno dei cavalieri della Disfida di Barletta, Brancaleone), Gammarrota non aveva mai lasciato completamente la sua città e il suo impegno con il teatro lo conferma. Spesso aveva portato a Barletta suoi amici e colleghi, su tutti l'attore Alessandro Gassman, fra i primi a commentare sui social la sua scomparsa. «È' morto un amico. Aveva un cuore troppo fragile per affrontare l'avventura della vita. Ciao Manrico, grande essere umano» ha scritto su Twitter.

Oltre ad essere autore di varie opere tra cui Prima di partire, Facciamola finita (di cui firmò anche la regia) e I fannulloni, Gammarota aveva lavorato come attore tra l’altro in Sanguepazzo di Marco Tullio Giordana, A cavallo della tigre di Carlo Mazzacurati, Il tramite di Stefano Reali, Tuttoapposto di Franco Bertini. Vestiva i panni del violento padre di Olivia in Biuti Quin Olivia. E poi nella commedia di Silvio Soldini del 1997 Le acrobate, in quella di Pappi Corsicato del ’93, Libera. Partecipò a Lacapagira, di Alessandro Piva. In televisione Gammarota in televisione ha alternato fiction popolari ad altre più di nicchia: da Squadra antimafia - Palermo oggi, alla fortunatissima Distretto di polizia, nell'episodio Mio padre è in carcere diretto da Giulio Base, nella quarta stagione di Don Matteo. Antonello Grimaldi, con cui aveva già lavorato al cinema, lo aveva diretto ne Le stagioni del cuore; con Base girò il film tv Maria Goretti e le miniserie Pompei e San Pietro; con Alberto Negrin la fiction sulla vita del sindacalista Giuseppe Di Vittorio, Pane e libertà.