L’autore abruzzese Pierdomenico e la sua “Preistoria”

5 Febbraio 2024

PESCARA. La fine del Paleolitico in Abruzzo, quando l’ultima era glaciale cedeva il passo al riscaldamento del pianeta. È l’ambientazione di Preistoria, incontro fatale (Di Carlo), libro di Giuseppe...

PESCARA. La fine del Paleolitico in Abruzzo, quando l’ultima era glaciale cedeva il passo al riscaldamento del pianeta. È l’ambientazione di Preistoria, incontro fatale (Di Carlo), libro di Giuseppe Pierdomenico. «Ambientazione», spiega l’autore, «non casuale. Mi sono ispirato ai ritrovamenti che l’archeologo/paleontologo Concezio Rosa (1824-1876) rinvenne nelle valli, nelle colline a ridosso degli Appennini e in caverne alle pendici del Gran Sasso. Per l’importanza dei reperti e la loro pregevole fattura la località di Ripoli, in Val Vibrata, è stata definita Milano del Neolitico, addirittura Prima capitale d’Italia».
Siamo nell’era glaciale, le valli abruzzesi sono abitate da tribù di Sapiens-Sapiens, mentre rilievi e altopiani ghiacciati sono regno di gruppi di ominidi in via di estinzione, i Neanderthal. Il libro descrive le vite, i contrasti, le feroci lotte per la sopravvivenza. «Racconto», dice Pierdomenico, «gli usi delle due specie, le battute di caccia, gli utensili usati».
L’incontro fatale del titolo è quello, diventato scontro, tra due razze molto diverse, seppur simili. L’autore descrive la ferocia e la avidità distruttiva dei Sapiens, contrapposta alla bontà dei Neanderthal, dando spunti di riflessione: sarebbe stata diversa la storia se la ferocia dell’uomo Sapiens non avesse decretato lo sterminio del generoso uomo di Neanderthal.