L’enigma di Vittoria Colonna in un incontro oggi a Pescara

22 Dicembre 2016

PESCARA. Oggi alle 19, nel Museo Vittoria Colonna di Pescara, verrà presentata un'opera pittorica raffigurante la Marchesa di Pescara, Vittoria Colonna. L'opera è una pregevole replica sei-settecentes...

PESCARA. Oggi alle 19, nel Museo Vittoria Colonna di Pescara, verrà presentata un'opera pittorica raffigurante la Marchesa di Pescara, Vittoria Colonna. L'opera è una pregevole replica sei-settecentesca di un dipinto, degli inizi del Cinquecento realizzato da Sebastiano del Piombo. Loris Di Giovanni, responsabile provinciale per la Cultura dell’Unpli (Unione nazionale pro oloco d’Italia)di Pescara, presenterà l'opera spiegando il contesto sociale e storico in cui la stessa è stata prodotta. Sul soggetto di questo dipinto si sono addensati, nei secoli, molti enigmi. Dapprima fu identificata come la Fornarina, amante di Raffaello; in seguito vi è stata riconosciuta Vittoria Colonna, ritenendo che il ritratto fosse stato impostato da Michelangelo, amico della poetessa, ed eseguito da Sebastiano del Piombo, fino ad ipotizzare la figura di Francesca Ordeaschi. Sicuramente la figura ritratta è riferibile a una poetessa. Paolo Giovio fu ospite di Vittoria Colonna, vedova dal 1525 del Marchese di Pescara, nel soggiorno sicuro di Ischia, dopo il Sacco di Roma (maggio 1527). Ebbe così l'occasione di osservare da vicino l'erudita poetessa. Diceva il Giovio, che di notevole Vittoria possedeva soprattutto gli occhi, le mani e i seni. «I suoi capelli, pur essendo neri», si legge nelle note di presentazione del’evento di stasera, «brillavano stranamente di riflessi biondi, gli occhi color dell’ebano, non folleggianti ma leggiadrissimi, adorni di lunghissime ciglia ricurve, erano sormontati da perfette sopracciglia separate una dall’altra, il che è segno di fronte leale, leggermente arcuate e terminanti insensibilmente. Da queste parole è facile riconoscere, nel dipinto, la Vittoria Colonna. Riservata e profondamente religiosa, la Poetessa, sembra fatta per irritare e indurre in errore i meno superficiali, ma basterebbe considerare un po’ più amorevolmente la sua disavventura coniugale, seguire le tracce del suo unico e grande amore, labili orme reperibili nei sonetti e nella corrispondenza dell’età giovanile e della vedovanza, per meglio conoscerla e dissipare ogni diffidenza, ogni sospetto riguardo alla gentilezza e alla dolorosa sensibilità del suo animo».

E' qui che entrerà, allora, in scena l’attrice e scrittrice pescarese, Franca Minnucci, che coinvolgerà il pubblico nella declamazione di alcuni versi composti dalla poetessa. Il musicista Alan Di Liberatore eseguirà, al violoncello, la Suite per violoncello solo n.3 di Bach.

Il dipinto è in esposizione per gentile concessione della Galleria Zonin Antichità di Pescara.

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