L’enogastronomia abruzzese regina a Sanremo con lo chef Pinti

27 Gennaio 2015

PESCARA. L'Abruzzo e i suoi prodotti enogastronomici protagonista al 65° Festival di Sanremo. Le tipicità della terra forte e gentile saranno esposte al Palafiori nell'intera giornata del 13...

PESCARA. L'Abruzzo e i suoi prodotti enogastronomici protagonista al 65° Festival di Sanremo. Le tipicità della terra forte e gentile saranno esposte al Palafiori nell'intera giornata del 13 febbraio in occasione di "Casa Sanremo", l'hospitality del festival della canzone.

La giornata dedicata all'Abruzzo, patrocinata dal Comune di Ripa Teatina, vedrà all’opera lo chef francavillese Silvano Pinti, maestro della ristorazione abruzzese che da sempre unisce il sapore dei piatti della tradizione a un'attenta selezione delle materie prime offerte dal territorio: questa è la formula della cucina tradizionale e casereccia delli chef che ha fatto della semplicità il suo cavallo di battaglia. Una passione, quella di Silvano, che nasce sin da quando era bambino, e si trasforma negli anni in una proposta gastronomica d'eccellenza. Il maestro di cucina made in Abruzzo preparerà il pranzo, a partire da mezzogiorno, con un menu caratterizzato da prodotti tipicamente abruzzesi, e perlopiù provenienti dal territorio di Ripa Teatina. Seguirà alle ore 15 un cooking show con le eccellenze gastronomiche. Mentre l'esposizione dei prodotti durerà per l'intera giornata del 13 febbraio. «Porterò a Sanremo l'unicità dell'Abruzzo», ha detto chef Pinti durante la presentazione dell’iniziativa, «di un territorio fantastico e la genuinità dei nostri prodotti. Il menu che proporrò il 13 sarà composto dai piatti tipici della tradizione abruzzese: sagne e ceci, pane e olio d'oliva, salumi, arrosticini panati e fritti, porchetta e dolci tipici». L'iniziativa è stata presentataieri in una conferenza stampa alla presenza dell'assessore alle Politiche Agricole Dino Pepe, dello chef Pinti, del sindaco di Ripa Teatina Ignazio Rucci, dell'assessore al Bilancio del Comune di Ripa Moreno Nicolò e del maestro di cucina Nuccio Campli.