L’insegnante e una madre ai ferri corti nel dramma “Il Nodo” al Marrucino

Ambra Angiolini e Arianna Scommegna a Chieti con la pièce di Johnna Adams
CHIETI. Punta i riflettori su «conflitti che non possono più essere sciolti, ma solo recisi» la pièce “Il Nodo” della scrittrice newyorkese Johnna Adams, che Ambra Angiolini e Arianna Scommegna portano domani, ore 21 e in replica pomeridiana domenica 23 aprile, ore 17.30, ottavo appuntamento della stagione di prosa del Teatro Marrucino di Chieti, direzione artistica di Davide Cavuti. La regia è firmata da Serena Sinigaglia, le scene da Maria Spazzi, musiche di Mauro di Maggio e Federica Luna Vincenti.
La scena si svolge in un’aula di una scuola pubblica. È l’ora di ricevimento per l’insegnante di una classe di prima media. La prof è tesa, ha la testa altrove, è in attesa di una telefonata che non arriva mai. Al colloquio si presenta inaspettatamente la madre di un suo allievo. Vuole parlarle, ma non sarà un dialogo facile. Suo figlio alcuni giorni prima è stato sospeso, è tornato a casa pieno di lividi e lei vuole a tutti i costi capire il perché. È stato vittima di bullismo o forse lui stesso è stato un molestatore? Forse l’insegnante l’ha trattato con asprezza? Sciogliere questo nodo, cercare la verità è l’unica possibilità a cui aggrapparsi. Perché, come conseguenza del fatto, il figlio ha commesso qualcosa di tremendo, di irreparabile. E solo un confronto durissimo tra le due donne potrà dare un senso al dolore, allo smarrimento e al loro reciproco, soffocante senso di colpa. «La metafora del titolo è dunque molto chiara: esistono conflitti che non possono più essere sciolti, ma solo recisi», si legge nelle note di regia. «E dunque: non bisognerebbe mai trovarsi in circostanze tanto estreme da risultare irrecuperabili. Educare la generazione di domani è la più sacra, la più alta responsabilità umana. Trascurarla è un atto gravissimo che porta ineluttabilmente ad altrettante gravissime conseguenze. Eppure viviamo in una società dove i genitori troppo spesso difendono ad oltranza i loro figli, difendendo in realtà nient’altro che se stessi. Una società», continua la regista, «dove gli insegnanti sono sottopagati e poco, pochissimo considerati. Una società dove un qualsiasi ragazzo ha il diritto di sentenziare sulla validità dell’insegnamento. Spesso si dice che non esistono più maestri. Il punto è, a mio avviso, che non esistono più allievi. Su Facebook, su Twitter, su Instagram tutti possono dire la loro su qualsiasi argomento, senza averne le competenze e la benché minima esperienza. Un’ora e mezza di attacchi, difese, strategie, accordi sperati e subito traditi, senza sosta». Nel 2013, “Il Nodo” ha ricevuto, una menzione speciale dalla Steinberg American Theatre Critics Association.