“L’invisibile si fa danza” la mostra di Fioravanti arriva oggi all’Aquila

25 Maggio 2024

Alla Fondazione de Marchis l’inaugurazione dell’esposizione Si potranno ammirare 40 opere dedicate ai danzatori buto 

L’AQUILA. L’arte anti-spettacolare della danza buto nelle fotografie di Fabio Massimo Fioravanti, in mostra da oggi al 15 giugno nella sede della Fondazione de Marchis, primo piano di Palazzo Cappa Cappelli in Corso Vittorio Emanuele all'Aquila. Quaranta fotografie realizzate negli anni 2016/2023 in Italia e in Giappone, di danzatori buto diversi per stile, generazione di appartenenza e nazionalità. Dal leggendario Akira Kasai a Kan Katsur e altri significativi interpreti della danza giapponese delle tenebre, com'è stata definita l'arte del bu-toh (letteralmente danza camminata, pestata con i piedi). Ospitata dalla Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d'Ocre, “L’invisibile si fa danza” , titolo della mostra presentata a Roma lo scorso anno, è accompagnata da video di performance storiche del buto realizzati da Maria Pia D’Orazi, storica e giornalista, con alcuni rari filmati di questa disciplina contemporanea nata nel Paese del Sol Levante nei primi anni Sessanta.
Completano la mostra l’esposizione di documenti dell’archivio di Giorgio De Marchis relativi al suo soggiorno a Tokyo come direttore dell’Istituto italiano di cultura, e di alcuni rari libri fotografici sul buto . In occasione dell’inaugurazione di oggi pomeriggio (ore 18), il danzatore e coreografo Damiano Fina danzerà Ianus, sua ultima opera-performance, nel cortile di Palazzo Cappa Cappelli sede della Fondazione. Per il finissage del 15 giugno Maria Pia D’Orazi terrà la conferenza “Il corpo eretico”, storia e dinamiche del buto. Oltre ad offrire un reportage sul genere, “L’invisibile si fa danza” intende indagare nei confini tra ciò che è visibile, ciò che non è visibile e ciò che a volte crediamo o pensiamo di vedere. Così nella presentazione della mostra: «Fin dagli inizi la fotografia è stata profondamente affascinata dalla danza buto perché quest’arte porta il linguaggio fotografico ai suoi limiti estremi, interrogando la fotografia nella sua essenza più vera: che cosa è il vedere? Cosa vediamo realmente? Cosa crediamo di vedere?». «Un’arte anti-spettacolare», prosegue la nota «non rappresentativa, a volte quasi “invedibile” (spesso si svolge del tutto al buio) interroga la fotografia (scrittura con la luce) nel suo profondo. Ecco perchè alcuni grandi fotografi sono stati attratti dal buto e lo hanno fotografato, come Heiko Hosoe o William Klein, producendo capolavori assoluti della storia della fotografia».
Fabio Massimo Fioravanti (Roma, 1955) ha unito le sue grandi passioni, il viaggio e la fotografia, realizzando numerosi reportage fotografici sul Giappone, l’Asia Centrale, l’India, l’Africa del sud ed il Medio Oriente.
Collabora con numerosi artisti, pittori, musicisti, scrittori, attori, performer, a progetti multidisciplinari in comune, con il Japanese performing arts research consortium di Kyoto, con la scuola teatro Kongoh, una delle quattro scuole in cui si tramanda il teatro Noh. Ha pubblicato numerosi libri fotografici tra cui Kyoto Butoh-kan (Voglino Editrice, 2021). La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre viene istituita a L’Aquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto da Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell’arte e di soprintendente alla Galleria nazionale d'arte moderna. La mostra “L’invisibile si fa danza” è aperta con ingresso libero e con i seguenti orari: 11 – 13 e 16 – 19 dal martedì alla domenica .
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