L’Isa porta in concerto la folle Parigi anni ’20

Il fermento artistico del primo dopoguerra nelle note di Stravinskij, Roussel e Milhaud. Ospite il grande pianista Andaloro
L’AQUILA. Il Concerto per piccola orchestra (op. 34) di Albert Roussel, il Concerto per pianoforte e fiati di Igor Stravinskij e Le boeuf sur le toit (op. 58) di Darius Milhaud: una proposta musicale tutta ispirata agli anni Venti del secolo scorso – definiti “folli” in Franciae “ruggenti” negli Stati Uniti “gli anni d’oro” in Germania – quando Parigi era il centro del mondo e viveva un’epoca di grandi mutamenti in tutti i campi, da quello sociale alla letteratura, fino alle arti figurative, l’Art Nouveau lasciava il posto al Déco e nascevano movimenti di rottura come il Dada e il Surrealismo. Si intitola così “L’Années folles – Gli anni Venti del ‘900” il concerto atteso per oggi alle ore 18 al Ridotto del teatro Comunale “Antonellini” dell’Aquila e domani, stessa ora, all’auditorium del Centro congressi Salinello Village di Tortoreto, due appuntamenti della 48ª Stagione dell’Istituzione sinfonica abruzzese per questo secondo weekend del mese.
Sul podio l’abruzzese Marco Moresco, direttore residente dell’Isa, una delle bacchette più affermate ed esperte della zona. Ospite dell’Orchestra dell’Istituzione sinfonica abruzzese è il pianista Giuseppe Andaloro, Premio Busoni 2005, uno degli interpreti più ammirati dalla critica internazionale della sua generazione, apprezzato dal Times per il suo magic touch. Di casa sui palcoscenici internazionali più importanti e ospite abituale delle compagini orchestrali più prestigiose del mondo.
In programma dunque brani di Albert Roussel, Igor Stravinskij e di Darius Milhaud: una proposta immersa nella Francia de primo dopoguerra dunque, quando nella capitale si incrociavano e si confrontavano tutte le avanguardie, una Parigi animata da una frenesia e da un fermento che la rendeva unica, vero polo di attrazione per artisti e intellettuali che trovavano nella grande libertà che vi si respirava uno stimolo irresistibile per dare sfogo a ogni esigenza creativa, per rompere col passato e sperimentare nuovi linguaggi.
È così per Roussel, una delle personalità più interessanti del panorama musicale francese a cavallo dei due secoli, per il cosmopolita Stravinskij che non poteva non essere sensibile al richiamo della Ville lumière dove, nel 1924, il Concerto in programma fu eseguito per la prima volta all’Opera, e per Milhaud, uno dei protagonisti di maggior rilievo del “Gruppo dei Sei”, tra avanguardie più significative della musica europea dei primi decenni del XX secolo. Il concerto è parte di un progetto pluriennale dell’Istituzione sinfonica abruzzese dedicato agli anni Venti del ‘900 nato per celebrare, a un secolo di distanza, un periodo di grande fermento artistico e culturale, non omogeneo, che assunse connotazioni diverse nelle varie aree geografiche del pianeta, come risposta alla fine della Prima Guerra Mondiale e alla pandemia di Spagnola molto simile a quella che abbiamo conosciuto in questi anni.