L’Isola delle Rose, l’utopia italiana che fece sognare tutto il mondo

Nel 1968 nel mare Adriatico, appena fuori dalle nostre acque territoriali, il visionario ingegnere bolognese Giorgio Rosa il 1° maggio proclamò repubblica sovrana la piattaforma che aveva costruito....
Nel 1968 nel mare Adriatico, appena fuori dalle nostre acque territoriali, il visionario ingegnere bolognese Giorgio Rosa il 1° maggio proclamò repubblica sovrana la piattaforma che aveva costruito. La storia del curioso esperimento è raccontata nel film “L’incredibile storia dell’Isola delle Rose” diretto da Sidney Sibilia, da oggi sulla piattaforma Netflix. Il regista della trilogia “Smetto quando voglio” ha scritto la sceneggiatura con Francesca Manieri partendo dalla reale vicenda di Rosa, interpretato da Elio Germano. La Repubblica Esperantista dell'Isola delle Rose, questo il nome completo dato dall’ingegnere alla piattaforma artificiale al largo di Rimini, una vera e propria micro-nazione, con una lingua ufficiale (l'esperanto), un governo, una moneta (il milo), un'emissione postale, uno stemma (tre rose rosse), un inno (un coro dall’opera wagneriana “L’olandese volante”). Ovviamente l’Isola delle Rose non fu riconosciuta da nessun Paese e visse una sola estate. Occupata dalle forze di polizia italiane e sottoposta a blocco navale, la piattaforma/Stato fu demolita nel febbraio 1969. Nel frattempo aveva però provocato l’irritazione e imbarazzo del governo italiano, sollecitato con interrogazioni da destra e sinistra, dal Movimento Sociale al Partito Comunista, rivolte a Francesco Restivo, ministro dell'Interno del governo balneare guidato da Giovanni Leone. Nel film i due politici democristiani sono rispettivamente interpretati da Fabrizio Bentivoglio e Luca Zingaretti, mentre Matilda De Angelis è Gabriella, la fidanzata di Giorgio, che proprio dopo un litigio con lei che lo accusa di vivere in un mondo tutto suo, decide di fabbricarlo davvero.
La storia del micro-Stato Isola delle Rose (in esperanto Respubliko de la Insulo de la Rozoj) fu dimenticata per decenni, finché è stata riscoperta negli ultimi anni soprattutto per il sapore utopistico e anarchico dell’esperimento, in linea con lo spirito contestatario e sognatore di quei tempi. Co-prodotto da Sibilia e Matteo Rovere (regista de “Il primo re” e la serie “Romulus”), “L’incredibile storia dell’Isola delle Rose” è una produzione originale Netflix, nell’ambito della nuova divisione dedicata a prodotti glocal (storie locali di interesse globale) di alto budget. Giorgio Rosa, morto 92enne nel 2017, non fu l’unico a sognare l’isola-utopia, moderno epigono di Thomas More. Nel 1966 su una vecchia carretta del mare ancorata in acque internazionali nel mare del Nord alcuni dee-jay crearono una comune e una stazione radio pirata attiva h24, Radio Caroline. «On air. Off shore. Out of control» (In onda. Fuori confine. Fuori controllo) il loro motto. La vicenda è stata raccontata nel film “I Love Radio Rock” del 2009 di Richard Curtis.