L’Orchestra femminile star del Festival di Cremona

PESCARA. L’Orchestra Femminile del Mediterraneo, diretta dalla sua fondatrice Antonella De Angelis, ospite oggi del prestigioso Stradivari Festival di Cremona, con la solista Laura Marzadori, violino...
PESCARA. L’Orchestra Femminile del Mediterraneo, diretta dalla sua fondatrice Antonella De Angelis, ospite oggi del prestigioso Stradivari Festival di Cremona, con la solista Laura Marzadori, violino di spalla dell’Orchestra della Scala di Milano. Il concerto, un omaggio al talento femminile, si terrà nel tempio della musica per archi, l’Auditorium Giovanni Arvedi, dove da sempre sono stati invitati blasonati gruppi di eccellenza cameristici italiani e internazionali.
Nel cartellone del Festival, che quest’anno compie dieci anni, insieme all’Orchestra Femminile del Mediterraneo vi è una parata di stelle, per citarne alcune: Il Quartetto d'archi della Scala, i violinisti Andrés Gabetta, Joshua Bell, Sergej Krylov, Alessandro e Massimo Quarta, Anna Tifu. L’invito all’orchestra da parte di uno dei festival più importanti al mondo, conferma la grande maturità raggiunta dal gruppo nato nel 2009 a Pescara grazie alla determinazione della sua “direttora” De Angelis, eccellenza abruzzese.
«Un invito che ripaga il lavoro di anni», afferma la direttrice. «Sicuramente una consacrazione che darà lustro all’orchestra, aprendo nuove possibilità agli appuntamenti futuri. Oggi noi abbiamo questa importante possibilità, ma penso alle tante donne compositrici il cui talento non è stato mai assecondato dai loro genitori, ma anche dai loro fratelli e coniugi illustri. Il programma che verrà eseguito», aggiunge la musicista, «è il Concerto Grosso dal Barocco al Moderno con musiche di Vivaldi, Bach, Vittorio Giannini e Diego Conti, violinista e compositore abruzzese, altra eccellenza della nostra regione, che ha dedicato all’Orchestra il brano Breviario Mediterraneo. Si tratta di una composizione del 2019 dedicata a chi vive il Mediterraneo in maniera differente da noi. Per noi il mare è gioia, per altri è uno spazio da attraversare con grandi sofferenze e spesso scenario di morte».