«L’ultima notte insieme», il sogno dei Pooh è realtà

MILANO. Una festa in grande stile, come poteva essere soltanto quella per una ricorrenza straordinaria come i 50 anni di carriera. Sono numeri da brivido quelli di «Reunion - L’ultima notte insieme»,...
MILANO. Una festa in grande stile, come poteva essere soltanto quella per una ricorrenza straordinaria come i 50 anni di carriera. Sono numeri da brivido quelli di «Reunion - L’ultima notte insieme», la serie di concerti evento dei Pooh al via ieri sera in uno stadio di San Siro con 50.408 paganti. «Non riesco a capire se stia vivendo un sogno» ha ammesso Roby Facchinetti prima di salire sul palco. «Quattro anni fa abbiamo cominciato a pensare di arrivare così al traguardo dei 50 anni. Due anni fa abbiamo parlato con Ferdinando (Salzano di F&P Group, ndr) e, da allora sono accadute tante cose anche straordinarie e impreviste». «Dopo un po’ di titubanza devo ringraziare i miei colleghi che hanno insistito perché più passano i giorni più mi sto rendendo conto che tutto questo è impagabile», confessa Stefano D’Orazio rientrato «cinque anni dopo aver appeso al chiodo bacchette e batteria». «Dopo averli frequentati per 7 anni meravigliosi suonando “Piccola Katy” fino in Russia e pensando a come sarebbe stato cantare con Dodi, conoscere Red, ho vissuto tanta di quella emozione da non riuscire a trattenere le lacrime, che ora sto organizzando», ha ammesso Riccardo Fogli. Un’emozione in più per i Pooh e per i loro fan accorsi da tutto il Nord Italia è sapere che questi concerti sono anche il prologo del loro scioglimento fissato al 31 dicembre di quest’anno. «Ci piacerebbe chiudere con un evento proprio quel giorno e ci stiamo lavorando», hanno ammesso i cinque. Ma per quel giorno c’è ancora tempo. Intanto il rush finale dei Pooh, è cominciato con un concerto evocativo. Cinquanta canzoni in scaletta, da “Giorni infiniti” che ha aperto lo spettacolo alla nuova “Ancora una canzone”, che ha lasciato spazio in chiusura a un nuovo pezzo strumentale e a tutti gli effetti speciali cui i fan sono abituati: una pedana della batteria rotante a 180° con doppio set di batteria/percussioni, incredibili effetti pyro sulle colonne laterali ed effetti fiamma presenti sul fronte palco e su tutto lo stage, sulle colonne laterali e sulla scritta “Pooh” comparsa dall’alto a suggellare le note finali di “Chi fermerà la musica”, uno degli ultimi pezzi dello show e tra quelli in cui sul palco si palesa anche Riccardo Fogli, il cui primo ingresso è sulle note accennate di “Banda nel vento” e appena prima di una digressione negli anni ’60 con pezzi la cui bandiera rimane “Piccola Katy”. Poi è tutto un andare avanti nel tempo e un tornare indietro nel tempo per la gioia dei fan che mostrano di apprezzare sia il “momento progr”, partito con “Se sai, se puoi, se vuoi” e chiuso tra laser e fumi con “Viva” dopo essere passato per “La gabbia” e “L’ultima notte di caccia”; sia le punteggiature più romantiche e quelle del racconto sociale come l’omosessualità di “Pierre”, l’adulterio condannato dalla società di “Io e te per altri giorni”. Questi eventi, oltre alla serata televisiva, diventeranno un triplo cd live in uscita il 16 settembre anche in versione vinile (5 dischi), con dvd e con libro fotografico. Perché un evento è un evento.