L'ultimo saluto a Franco Battiato tra lacrime e fontane di lava

Nella villa sulle pendici dell’Etna l'omaggio di cantanti, musicisti e amici
Dolore e lacrime, commozione e riserbo. I cancelli di Villa Grazia a Milo, un paesino sull'Etna, si sono aperti questa mattina solamente per pochi amici che hanno potuto partecipare alla veglia di preghiera per Franco Battiato, morto martedì all'età di 76 anni.
A salutare uno dei più grandi artisti contemporanei italiani, stamane si è alzata dal cratere di Sud-Est una grande fontana di lava, che tutti hanno subito chiamato “La fontana di Franco Battiato”. Come se anche il vulcano volesse rendere omaggio con la sua forza e la sua energia alla forza e all'energia di un grande uomo.
Martedì, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, aveva voluto esprimere il suo cordoglio in una nota, dicendosi «profondamente addolorato dalla prematura scomparsa di Franco Battiato, artista colto e raffinato che con il suo inconfondibile stile musicale - frutto di intenso studio e febbrile sperimentazione - ha affascinato un vasto pubblico, anche al di là dei confini nazionali».
Fuori dalla villa una cinquantina di persone sono venute a dare l'ultimo saluto al Maestro. A destra del piccolo cancello un foglio di carta, coperto da alcuni omaggi floreali, con la citazione di una delle sua canzoni più celebri, La cura: “Ora guarirai da tutte le malattie”.
La prima ad arrivare stamane è stata la cantante catanese Carmen Consoli, seguita da una delle muse del cantante siciliano, Alice. Poi i sindaci di Milo e Riposto, il paese natale di Battiato, Alfio Cosentino ed Enzo Caragliano, che hanno voluto salutare il concittadino illustre.
Nel paese alle pendici dell'Etna che Battiato aveva scelto come dimora stamane è lutto cittadino. «Franco Battiato», ha detto Cosentino, «era un genio ed era geniale in tutto quello che faceva. Oggi per Milo, ma per il mondo della cultura in generale, è un giorno di grande tristezza».
Caragliano ha annunciato che Riposto gli intitolerà una grande piazza di fronte al mare. Anche Catania lo ricorderà intitolandogli il suo Lungomare, dove verrà anche realizzata da artisti della street art un'immagine di Battiato, come ha annunciato oggi il sindaco Salvo Pogliese.
Alla cerimonia funebre privata che si è svolta nella villa hanno partecipato diversi musicisti legati a Battiato da una lunga amicizia e collaborazione artistica: il compositore Roberto Cacciapaglia, i cantautori Yuri Camisasca e Giovanni Caccamo, il cantante Luca Madonia. Quest'ultimo ha accettato di scambiare qualche battuta con i giornalisti. «Franco non ha mai avuto paura della morte, lo sapeva, lo aveva sempre detto nei suoi brani che siamo tutti di passaggio. Basta, non fatemi aggiungere altro» ha commentato senza riuscire a trattenere la commozione. Padre Orazio Barbarino, parroco di una chiesa di Linguaglossa, anch'egli presente alla cerimonia, ha detto che durante la funzione molti amici di Battiato sono voluti intervenire per ricordare il Maestro. Come sono intervenuti alcuni monaci buddisti. «Franco era tutto, era anche cristiano. Come presbiteri abbiamo raccolto il suo messaggio, ovvero che lui non è morto: la morte è solo un passaggio. Franco è passato da una stanza ad un'altra», ha detto il sacerdote sottolineando il carattere ecumenico della cerimonia, in linea con la profonda spiritualità dell'artista.
Erano circa le 12.30 quando, terminata la veglia, l'auto con il feretro ha lasciato la villa tra gli applausi. Le persone in lacrime non si contavano. Tanti hanno sussurrato “Ciao Franco”.
Il corpo di Battiato, per sua espressa volontà, sarà cremato. Sarà cremato in Calabria, a Carpanzano, piccolissimo comune in provincia di Cosenza dove è in funzione l'unico centro crematorio presente tra Calabria e Sicilia. La salma, dopo i funerali in Sicilia, è giunta a nel luogo dove, per sua espressa volontà, si procederà alla cremazione. Successivamente le ceneri dell'artista, all’interno di un'urna torneranno a Villa Grazia, dove . La casa dove aveva scelto di vivere gli ultimi anni della sua vita, la casa che lo accoglierà dopo la sua morte.
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