L’ultimo saluto a Monica: «Ci sentiamo orfani se ne va una generazione»

6 Febbraio 2022

L’addio a Vitti: la commozione di Sastri, Laurito, Quartullo, Giorgi e Giannini Affollata la piazza: «Donna coraggiosa. In tutti i suoi film c’è qualcosa di noi»

ROMA. Una profonda commozione e tante lacrime non trattenute hanno unito chi ieri è stato a piazza del Popolo per i funerali di Monica Vitti celebrati alla chiesa degli Artisti a Roma.
«Era una grande attrice... Stiamo perdendo troppe persone» dice Giancarlo Giannini entrando in chiesa, dove fra i volti del mondo dello spettacolo venuti a rendere omaggio, c’erano anche Athina Cenci, Marisa Laurito, Lina Sastri, Sandra Ceccarelli, Pino Quartullo, Eleonora Giorgi, la costumista Nicoletta Ercole e Zeudi Araya, che ha abbracciato consolandolo il marito dell’attrice Roberto Russo, quando è stato per un attimo sopraffatto dall’emozione. A seguire la cerimonia, celebrata da don Walter Insero e trasmessa in diretta su Rai1, si sono unite all’esterno centinaia di persone che hanno potuto seguire le esequie attraverso un maxischermo.
L’ondata costante di affetto per l’icona del cinema è partita dal lungo applauso con cui la folla ha accolto l’ingresso in piazza del carro funebre con il feretro (che verrà tumulato al Verano), scortato da agenti in moto della polizia municipale. Ad aspettarlo, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che in chiesa ha poi seguito la messa accanto a Russo. Poco dietro c’era anche la badante che con il marito dell’attrice si è presa cura di Monica nei lunghi anni di malattia. «L’amore è stata la cifra dell’esistenza di Monica», dice don Walter. «Quello che resta quando si spengono i riflettori è l’amore donato e ricevuto. Oggi sentiamo un senso di “orfananza”, ci stanno lasciando tanti grandi artisti di quella generazione», aggiunge, «che ci lasciano orfani ma trasmettono anche un’eredità alle altre generazioni». Monica «aveva un fascino che non è mai tramontato. Con Roberto ha vissuto una lunga storia d’amore iniziata 49 anni fa, che è cresciuta anche nel periodo della malattia. Lui mi diceva che quando vengono meno le parole rimane lo sguardo. Sono stati anni difficili ma l’amore ha fatto la differenza» .
Sul loro legame è tornato, nel suo omaggio a fine cerimonia, Walter Veltroni. «Roberto mi ha chiesto di ricordare Monica, lo faccio non solo per lei ma anche per lui, perché tutti abbiamo un debito verso quest’uomo discreto e generoso», esordisce. «Monica era profonda e spiritosa, sapeva utilizzare in tanti modi i suoi infiniti talenti. Era colta e popolare. Amava Roma, che come si vede l’ha molto riamata. Dello spirito della città interpretava il desiderio del sorriso e l’atavica malinconia. Oggi un Paese intero ti saluta dopo 20 anni di un silenzio che hai scelto, un silenzio d’amore», aggiunge, rivolgendosi all’attrice. «Ti vuole più bene di prima. Ci sei stata, ci sei e ci sarai». Quartullo, ex allievo di Monica che ha anche letto la Preghiera degli artisti ricorda che «lei ci ha fatto capire con amore quanto fosse importante essere se stessi». C’è anche Picci Pontecorvo, vedova di Gillo: «Era una mia amica», spiega. «Una donna con un bellissimo carattere... Una volta a Venezia, sapendo che Gillo non amava mi truccassi, mi ha chiamato e mi ha truccato lei». «Volevamo tutte essere Monica», ricorda Eleonora Giorgi. «Era coraggiosa, ha inventato la comicità per una donna bella, che non era facile. Questo è il momento di un addio vero, anche a un’epoca». Tra la folla c’è chi come Franca, è cresciuto con i suoi film: «Una grande artista e una donna vera». Secondo Silvano, che guarda i funerali dalla piazza con in braccio il suo cagnolino, «è un’interprete che ha lasciato il segno e una persona semplice e per questo tutti ci sentiamo legati a lei». La ventenne Giusy, studentessa di recitazione si è appassionata ai film di Monica Vitti, «perché in tutti c'è qualcosa di noi. La ringrazio per il coraggio che ha avuto nel raccontarci. Tutte le donne dovrebbero guardare i suoi personaggi».