L’ultimo saluto a Rosi, La Capria: un genio del cinema indagatore

13 Gennaio 2015

ROMA. C'era anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, seduto in prima fila accanto alla figlia di Francesco Rosi, Carolina, alla commemorazione del regista che si è svolta nella sala...

ROMA. C'era anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, seduto in prima fila accanto alla figlia di Francesco Rosi, Carolina, alla commemorazione del regista che si è svolta nella sala Deluxe della Casa del Cinema di Roma dove da ieri mattina è stata allestita la camera ardente. Tantissimi i protagonisti della cultura e del cinema italiano venuti per l'ultimo saluto, tra amici, colleghi e ideali allievi. Tra gli altri, Raffaele La Capria, come Napolitano (che non è intervenuto) amico di Rosi fin dagli anni della scuola, Paolo Sorrentino, Ettore Scola, Giuseppe Tornatore, Furio Colombo, Marco Tullio Giordana, Franco Zeffirelli, Lina Wertmuller, Liliana Cavani, Michele Placido, Francesco Maselli, Giuliano Montaldo, Luca De Filippo e Roberto Andò. Molti anche i politici, come il presidente del Senato Pietro Grasso, il ministro della Cultura Dario Franceschini, il presidente della Regione Nicola Zingaretti, Ferdinando Imposimato (che lo avrebbe voluto senatore a vita), Antonio Bassolino e Francesco Rutelli.

Forti emozioni e lacrime non trattenute hanno segnato la commemorazione aperta dall'intervento di Raffaele La Capria: «Mi sono chiesto perchè non piango e ho capito», ha detto. «Per me Franco non è morto, me lo sento vicino. Poco prima che se ne andasse ci siamo scambiati una stretta di mano, un mezzo sorriso e un bacino». Per lui Rosi era «un genio. Dopo De Sica e Rossellini ha inventato un nuovo tipo di cinema, è stato un indagatore spietato della società italiana ed ha raccontato con i suoi film una democrazia ammalata, molto simile a quella di oggi». Scola, dopo aver affettuosamente ironizzato sulle commemorazioni sempre più frequenti «per quelli della mia età», ha sottolineato che «in queste occasioni si tende a parlare di sè, ma con Franco non è così, perché aveva una personalità fortissima. Metteva la stessa puntigliosa serietà che aveva nei suoi film anche in ogni momento della sua vita». Ma con lui «ci si divertiva moltissimo, era pieno di ironia». Si è rivolto direttamente a Rosi, poi, Giuseppe Tornatore, che gli è stato accanto fino agli ultimi istanti, insieme ai familiari e, fra gli altri, a Colombo, Giordana, La Capria e Andò: «Tu sei sempre stato un cittadino combattente con l'arma della passione civile e del cinema. Ci mancherai moltissimo». L'ultima ad intervenire è stata la figlia Carolina: «Sono così fiera di essere tua figlia, di essere almeno un po’ una piccola parte di te. Io che per tutta la vita ti ho chiamato Franco, ora mi sento di chiamarti solo papà».