La bambina russa e altri racconti il nuovo libro di Del Giudice

PESCARA. Il nuovo libro di Antonio Del Giudice, “La bambina russa e altri racconti” (Edizioni Tabula Fati, pagine 100, 10 euro), prosegue nella forma della short story un itinerario narrativo...
PESCARA. Il nuovo libro di Antonio Del Giudice, “La bambina russa e altri racconti” (Edizioni Tabula Fati, pagine 100, 10 euro), prosegue nella forma della short story un itinerario narrativo iniziato qualche anno fa con i romanzi “La Pasqua bassa” (Edizioni San Paolo), sensibile rimemorazione di storie e vicende immerse nella cornice materiale e morale della civiltà contadina, e “Buonasera, dottor Nisticò” (Noubs), una narrazione tra ironica e drammatica delle disavventure di un dirigente di banca preso nelle maglie della giustizia. La nuova raccolta di racconti sarà presentata a Pescara, oggi alle 18, nella sala della Provincia, e domenica 8 novembre nei locali di casa D’Annunzio, alle 17,30, nell’ambito del programma del Festival delle letterature dell’Adriatico.
Il libro è suddiviso in due sezioni - “Sguardi di donna” e “Povericristi” - di diversa ispirazione e densità. La prima parte, la più ampia e spessa, ha per protagoniste donne di tre generazioni, dagli anni Trenta a oggi, diverse per età, condizione e destini. Si tratta di donne che affrontano questioni fondamentali - il matrimonio, i figli, la malattia, la perdita delle persone amate - ritratte nel momento di un bilancio esistenziale che le mette a confronto con un tessuto di ricordi che si manifestano per lampi, flash e fotogrammi di dolorosa intensità. Racconti laconici, con un ritmo narrativo serrato, per sottrazione di parole, come un brusio sopra un lago di silenzio. Non a caso la situazione iniziale, che struttura il monologo interiore e l’esame di coscienza dei personaggi, coincide con un momento di passaggio o di solitudine - un trasloco, una separazione, un ritorno - quando si svuotano cassetti e armadi e ne vengono fuori vecchie fotografie, lettere, oggetti dimenticati.
Nella bella introduzione al libro, Bruno Nacci osserva che la scrittura di Del Giudice appare «asciutta al limite del referto, puntata come un dito sul mondo attuale», sostenuta da una intonazione morale (non moralistica) che trova nel minimalismo della trama breve la sua esatta misura. Nella seconda parte del libro, “Povericristi”, sono raccolti quattro racconti di diverso taglio e fattura. Qui l’accento cade sull’osservazione dei comportamenti sociali, nelle situazioni più comuni e quotidiane esaminate con una lente d’ingrandimento, con un movimento che, contrariamente alle prove precedenti, arriva all’interiorità attraverso l’esteriorità dei fatti e delle apparenze.
Ugo Perolino
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