La batteria di Tucci e il Tinissima Quartet di Francesco Bearzatti stasera a Pescara Jazz
PESCARA. Terzo appuntamento stasera con Pescara Jazz &Songs, organizzato dall'Ente Manifestazioni Pescaresi con la direzione artistica di Angelo Valori: nell’Arena del porto turistico di Pescara,...
PESCARA. Terzo appuntamento stasera con Pescara Jazz &Songs, organizzato dall'Ente Manifestazioni Pescaresi con la direzione artistica di Angelo Valori: nell’Arena del porto turistico di Pescara, alle 21.15 salirà sul palco il batterista e compositore abruzzese Lorenzo Tucci, con il trio formato da Claudio Filippini al pianoforte e Jacopo Ferrazza al contrabbasso. In programma i brani del nuovo album Happy end, un tributo alla lentezza e all’intimità: musiche, firmate da Tucci, dal sound morbido, dolce e melodico, tra cui anche un sentito omaggio all’Abruzzo, con la rivisitazione del canto popolare Lu Piante de le Foje (De Titta/Albanese). I temi sono tenui, profondi e orecchiabili e suggeriscono speranza, con una sottile vena malinconica tipica delle composizioni di Tucci. Il batterista abruzzese tocca il cuore degli ascoltatori attraverso l’utilizzo di un linguaggio che risulta nuovo in ambito jazzistico: semplice, moderno, ma di grande impatto emotivo. Il suo tocco, riconoscibilissimo e unico, diventa molto meno fitto, ma assolutamente leggiadro ed essenziale, lasciando spazio ad ampi respiri, evidenziati ed arricchiti dall’apporto di Claudio Filippini al pianoforte e di Jacopo Ferrazza al contrabbasso, due partner sensibili ed empatici, che hanno interpretato alla perfezione il messaggio che Tucci vuole comunicare.
Si intitola invece Zorro l’album del Tinissima Quartet di Francesco Bearzatti, formato dal leader al sax e al clarinetto, da Giovanni Falzone alla tromba, da Danilo Gallo al basso elettrico e da Zeno de Rossi alla batteria. Come per una metafora in cui il jazz è la musica della liberazione, della resistenza all’ingiustizia, del romanticismo e dell’avventura, talvolta del conflitto, anche le avventure di Zorro rappresentano le gesta di un eroe senza tempo, richiamato dalle tenebre dell’oppressione per mettere a posto le cose, lasciando ogni volta il suo segno distintivo sul muro. Nel centenario della creazione di Zorro, eroico giustiziere mascherato e abile spadaccino, Bearzatti e il suo quartetto presentano l’ultimo contributo di Cam Jazz al vasto e spettacolare panorama jazz. Zorro è una favolosa suite in cui trovano posto grandi temi di respiro cinematografico, interludi romantici, ampi paesaggi e inseguimenti mozzafiato. Se il cliché del jazz come esperienza cinematografica ha mai avuto un significato, ebbene è proprio questo. E Zorro non è che un viaggio piacevole e toccante attraverso un paesaggio sognato che tutti segretamente condividiamo.
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