La belle époque: Auteuil e Ardant rivivono il loro giorno più bello

21 Ottobre 2019

ROMA. Tornare a vivere un momento del passato, esattamente com’era, e non solo perché si era più giovani. Chi non ha avuto mai questo desiderio? Proprio come capita a Victor (Daniel Auteuil)...

ROMA. Tornare a vivere un momento del passato, esattamente com’era, e non solo perché si era più giovani. Chi non ha avuto mai questo desiderio? Proprio come capita a Victor (Daniel Auteuil) protagonista di La belle époque di Nicolas Bedos, che sceglie di tornare ai suoi anni Settanta, «perché ai quei tempi», dice nel film, «la gente si guardava ancora in faccia e non stava al telefonino, e il mondo era poi un enorme posacenere pieno di fumatori», ma soprattutto perché in quegli anni aveva incontrato il suo grande amore Marianne (Fanny Ardant).
Queste le coordinate per entrare in questo film folle, brillante e nostalgico passato ieri alla Festa del cinema di Roma. E la Ardant? «Sono tanti i momenti della mia vita che vorrei rivivere», dice l'attrice a Roma. «E devo dire che vorrei rivivere anche momenti in cui ero infelice perché, a volte, impari di più dalle infelicità». Non è il caso di Victor, uomo all’antica. Quando un imprenditore (Guillaume Canet), grazie a scenografie, comparse e trucchi di scena, gli propone di rivivere (a pagamento) il giorno più bello della sua vita non ha dubbi: sceglie di tornare al 16 maggio 1974, giorno in cui a Lione ha incontrato la donna della sua vita, la bellissima Marianne. Ma a un certo punto finzione e realtà si confondono. «Questo film è stato possibile grazie anche al grande feeling che ho con Auteuil», spiega la fascinosa 70enne Ardant. «Le perfidie che gli faccio nel film (Marianne lo butta fuori di casa e lo tradisce, ndr) sono state possibili perché provo per Daniel esattamente il contrario. A cinema non si balla da soli». Per quanto riguarda la tecnologia, spiega sorridendo di essere «una donna delle caverne» mentre, quanto ai valori, «l’amore è al primo posto, ma anche come amore dell’altro, della famiglia. Bisogna tuffarsi, non avere paura, che cosa sono i soldi in confronto all’amore?». Com'è cambiato il cinema? «È un po’ come il vino, va ad annate. Anni belli e meno belli, ora però è sicuramente più industria di prima». Rinnamorarsi si può? «Sì, come accade nel film, può succedere. Secondo me l’amore non è mai sprecato anche quando non è corrisposto». Differenze tra teatro e cinema? «Il cinema ti dà la sorpresa, ti trovi a recitare un personaggio che non conosci affatto, per il teatro, specie quello classico, è diverso». Nostalgie e passato? «Sono come i matti, non dimentico niente. Sono maestra di ricordi, ma amo anche il momento presente, in fondo, sono due cose gemelle».
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