La collezione Mattioli al Museo del Novecento

20 Settembre 2021

Di valore inestimabile, Milano avrà così la più importante esposizione del Futurismo al mondo

MILANO. Il Futurismo è nato a Milano e da ottobre Milano avrà il museo del Futurismo più importante al mondo. Il museo del Novecento ha ottenuto in comodato gratuito per cinque anni prorogabili la prestigiosa collezione Mattioli, nucleo di ventisei opere dichiarato indivisibile dallo Stato italiano nel 1973. Il valore assicurato è di 142 milioni 700 mila euro ma si tratta di opere inestimabili, come dimostrano i successi alle aste di altri dipinti acquisiti da Mattioli, come Il nudo rosso o Nu couché di Amedeo Modigliani venduto nel 2015 per oltre 170 milioni di dollari. La collezione, che dal 1997 al 2015 è stata esposta al Peggy Guggenheim di Venezia, include capolavori realizzati negli anni Dieci del Novecento come Materia di Umberto Boccioni (1912), la Ballerina Blu di Gino Severini, Bottiglie e fruttiera (1916), di Giorgio Morandi, o Composizione con elica (1919) di Mario Sironi, collage che rappresenta il momento di passaggio dell'artista dal futurismo alla metafisica. Poi opere di Depero, Modigliani, Carrà. «Con questa collezione, il museo del Novecento diventa il più importante al mondo per il futurismo» sottolinea Anna Maria Montaldo, direttrice del polo di Arte moderna e contemporanea del Comune di Milano. La collezione arricchisce un nucleo di opere già presenti, grazie anche a donazioni e comodati di altri collezionisti. In termini calcistici sarebbe come annunciare che Messi giocherà in squadra con Ronaldo. Ed è a questo che ha pensato Giacomo Rossi, unico erede della collezione Mattioli, quando ha deciso di affidare al Novecento il “tesoro” del nonno. «Le collezioni di Jucker, Azari e Mattioli, insieme, permetteranno al Comune di Milano di riunire i maggiori capolavori futuristi». Commerciante in cotone, Mattioli amava l'arte, considerava Fortunato Depero non solo un amico, ma una sorta di padre e attraverso lui si avvicinò al futurismo e alle opere delle avanguardie di inizio Novecento. Amava l'arte così tanto da considerarla una necessità per l'uomo, soprattutto dopo le brutture della guerra. Così progettò e realizzò la collezione, anche grazie all'aiuto della cugina Fernanda Wittgens, prima donna direttrice di Brera, che ebbe il merito di difendere la Pinacoteca (e non solo) dai bombardamenti e dalle razzie dei nazisti. - la sua collezione. Al momento le opere si trovano al Museo Russo di San Pietroburgo, come parte fondamentale della mostra Futurismo italiano della collezione Mattioli, in programma fino al 4 ottobre. A Milano arriveranno «nella primavera del prossimo anno con la prospettiva di presentare la galleria del futurismo con la collezione Mattioli nell’ottobre 2022», ha spiegato Montaldo, «creando un grande racconto del Novecento» che sarà unico al mondo.