«La felicità per me è stare con i miei figli o salire su un palco»

PESCARA. Sono trascorsi dieci anni da quel Festival di Sanremo in cui trionfò, nella sezione Giovani, con un brano dedicato «a quelli che hanno perso la vita nella battaglia per la legalità». Tante...
PESCARA. Sono trascorsi dieci anni da quel Festival di Sanremo in cui trionfò, nella sezione Giovani, con un brano dedicato «a quelli che hanno perso la vita nella battaglia per la legalità». Tante cose sono cambiate da allora per Fabrizio Moro, sia a livello artistico che personale. Da pochi mesi è stato pubblicato il suo nuovo album di inediti “Pace”, dalla dimensione più intima e introspettiva. Il disco contiene 11 brani, tra cui “Portami via” con cui Moro è tornato quest’anno all’Ariston vincendo il Premio Lunezia e conquistando il disco di platino.
Il cantautore romano farà tappa al teatro D’Annunzio di Pescara il prossimo 30 giugno, con il suo nuovo tour. I biglietti sono disponibili su circuiti TicketOne e CiaoTickets e nelle prevendite abituali (€ 35 per la poltronissima numerata, € 30 per la poltrona numerata, € 23 euro per la gradinata; l'organizzazione del concerto è di Alhena Entertainment e Ventidieci). Il Centro lo ha intervistato.
Partiamo dal titolo dell’album. Cosa rappresenta per lei la parola “pace”?
L’ho scelta perché è un sentimento che nella vita ho sfiorato tantissime volte, ma che non è durato mai per un lasso di tempo lungo, avendo un carattere molto combattivo e competitivo. Non è una condizione che mi appartiene, anche se vorrei che mi appartenesse. L’ho trovata nelle cose più semplici: quando passeggio con i miei bambini o quando bevo un bicchiere di vino con un amico, ad esempio. Nelle piccole cose che fanno parte della quotidianità. Ma non credo che la troverò mai come condizione totale, purtroppo.
Ha dichiarato che lavorare a questo album è stato per lei terapeutico. In che modo?
Ho avuto modo di leggermi dentro. Prima ero molto più arrabbiato con la vita e con la società e usavo le canzoni come valvola di sfogo. Ho iniziato, poi, a guardarmi dentro e a cercare di capire cosa non andava dentro di me. Attraverso la scrittura ho conosciuto meglio Fabrizio.
“Portami via” è stato certificato disco di platino e ha conquistato il Premio Lunezia. Era assente da Sanremo da diversi anni. Com’è stato questo ritorno?
All’inizio è stato un po’ traumatico. Ho fatto un percorso da artista indipendente per anni ed ero terrorizzato da questa cosa. Mi aspettavo il contrario di quello che è successo: una posizione più alta in classifica e che non colpisse così tanto. Invece è andata benissimo così.
Un brano del nuovo disco è intitolato “La felicità”. Cosa la rende felice?
La felicità per me è un po’ come la pace: una parola abbastanza utopica. Esiste perché esiste l’infelicità; senza l’infelicità, la felicità non si avvertirebbe. La bellezza arriva nei momenti in cui sei stato particolarmente giù. In questo momento la felicità per me sono i miei figli, i momenti in cui riesco a stare un po’ con loro. Ma anche quando salgo sul palco. Ci sono cose che mi rendono consapevole di essere un uomo fortunato.
Parlando del nuovo singolo “Andiamo”, ha dichiarato che “ogni ferita serve a ricordarci solamente che viviamo”. Come nasce questa canzone?
È un pezzo nato per caso. Mi sono ispirato a storie personali e storie che conosco. Sono molto affascinato da chi racconta le proprie storie. Ho bisogno di essere ispirato dalla strada. Per questo brano ho preso come esempio la mia autobiografia: ho bisogno di scappare, delle volte, e di qualcuno che mi accompagni.
Quanto è cambiato Fabrizio Moro dai tempi di “Pensa”?
Sono passati 10 anni. Non sono pochi, ma me ne sembrano passati 50. Sono successe tante cose, a livello artisticoe umano. A volte mi chiedo se rifarei tutto quello che ho fatto e non so rispondere. È stato molto faticoso arrivare fin qui e fino a questo momento. Di certo c’è che senza la musica non sarei mai riuscito a realizzarmi nella vita. Ma ci sono tanti modi di fare musica e non so se rifarei questo stesso percorso.
Torna spesso in Abruzzo con i suoi live…
È la regione, dopo il Lazio, che mi dà più soddisfazioni. Sono molto affezionato all’Abruzzo. E’ un posto che ha sempre risposto bene ai miei concerti e ci torno sempre molto volentieri.
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