La Festa del cinema di Roma sotto il segno della malinconia

16 Ottobre 2023

I ricordi di Monica Vitti nel film “Mi fanno male i capelli” Torna Albanese regista, fiaba intima per Christian De Sica  

Quanta malinconia e spleen in questa 18ª edizione della Festa di Roma che si apre il 18 ottobre all’Auditorium Parco della Musica, un’ombra nera che pervade gran parte dei film italiani dove incontriamo affetti senili, una Capitale in preda a un caldo apocalittico, la tragedia di un uomo piccolo piccolo, storie tragiche di confine, disagi mentali dovuti al tempo che passa ...
Intanto in Mi fanno male i capelli, film in concorso di Roberta Torre, Alba Rohrwacher è Monica, una donna «che ha cominciato a dimenticare e cerca disperatamente qualcosa a cui aggrapparsi quando sente di perdere parte dei suoi ricordi. Lo trova», dice la stessa regista, «nei personaggi dei film di Monica Vitti, l’attrice che ha potuto essere tutte le donne possibili raccontandole con le loro debolezze e fragilità, nella loro parte comica e in quella tragica». A cercare di trattenere la Rohrwacher affetta da sindrome di Korsakoff l’affettuoso marito Edoardo (Filippo Timi). E c’è chi dimentica anche ne I limoni d’inverno di Caterina Carone. È il caso di Pietro (Christian De Sica), professore in pensione che, complici i rispettivi terrazzi, si lega affettivamente con la dirimpettaia, la cinquantenne Eleonora (Teresa Saponangelo). Tra di loro un dialogo profondo che li unisce sempre di più e li aiuta fino a quando Pietro entrerà nel buio della smemoratezza.
È clima da finis mundi in Te l’avevo detto di Ginevra Elkann, una commedia nera, grottesca e soprattutto calda che passa a Grand Public con Valeria Bruni Tedeschi, Danny Huston, Greta Scacchi, Riccardo Scamarcio, Andrea Rossi, Alba Rohrwacher, Valeria Golino, Marisa Borini e Sofia Panizzi. In un gennaio romano che sembra agosto, le vite di un singolare sacerdote, di una donna tradita, di una ex pornostar e di un’anziana signora esplodono mostrando il peggio di sé. Un noir molto realistico, senza troppa speranza e con poca voglia di piacere invece è Holiday di Edoardo Gabbriellini dove Veronica, una ragazza diciottenne, accusata di avere ucciso la madre e il suo amante, esce di prigione. Fuori trova l’amica Giada per riaffacciarsi al mondo e cercare di ricostruire un’adolescenza interrotta. C’è poi Cento domeniche, di e con Antonio Albanese nei panni di Antonio, ex operaio di un cantiere nautico, una brava persona che gioca a bocce con gli amici, si prende cura della madre anziana, ha una ex moglie con cui è in ottimi rapporti ed Emilia, la sua unica e amatissima figlia. Quando quest’ultima gli annuncia che ha deciso di sposarsi, Antonio può finalmente coronare il suo sogno regalandole il ricevimento più bello possibile grazie ai risparmi di una vita. Ma in banca troverà una sorpresa. Come già annuncia il titolo, Misericordia di Emma Dante non promette bene quanto ad allegria. Siamo in Sicilia, in un piccolo borgo sul mare su cui si ergono tra i rifiuti e i rottami alcune casupole realizzate in pietra grezza. Qui è nato e cresciuto Arturo, figlio della miseria e della violenza, nonché orfano di madre, morta dopo averlo messo al mondo. Si prendono cura di lui Betta, Nuccia e la giovane Anna prostitute proprio come sua madre, che lo trattano come se fosse figlio loro. C’è poi il serissimo documentario sul confine polacco Mur, di Kasia Smutniak al suo esordio alla regia. Presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival 2023, è una sorta di diario di viaggio che attraversa vari muri: da quello del ghetto ebraico, di fronte al quale la Smutniak è cresciuta, a quello costruito dal governo polacco sul confine con la Bielorussia per non permettere ai migranti provenienti dalla Siria di raggiungere il Paese. Infine, nella sezione Grand Public torna in campo la malattia con Dall’alto di una fredda torre, di Francesco Frangipane. Protagonisti un padre e una madre, un figlio e una figlia, due medici, e una malattia che stravolge la quiete familiare. Elena e Antonio (Vanessa Scalera ed Edoardo Pesce) soffrono di una rarissima malattia, ma non ne sono a conoscenza. Soltanto uno dei due può essere salvato e sarà compito dei figli decidere chi sacrificare e chi tenere in vita. I due genitori ignorano del tutto quale sarà il loro futuro, mentre i loro i figli si ritroveranno di fronte a un’ardua scelta e i medici diventeranno i testimoni di un dramma.