La Fidas manda in buca 1.300 bagnanti

5 Settembre 2017

Il torneo di beach golf sulla riviera pescarese giunge alla fase finale. Divulgata l’importanza delle donazioni di sangue

Ha animato l’estate della riviera pescarese con un’enorme carica di energia, e ora si prepara al gran finale. Il Fidas Beach Golf, il torneo itinerante che ha toccato otto stabilimenti balneari e coinvolto più di 1.300 bagnanti, si è concluso sabato scorso con le ultime qualificazioni.
Dopo tanto sole, mare e divertimento in spiaggia, in 200 si sono classificati per prendere parte alla finalissima prevista nel prossimo mese di ottobre. Il vincitore tornerà a casa a bordo del super-premio, un’automobile Mini One messa in palio dalla concessionaria Autoabruzzo. Ma gradite sorprese ci saranno per tutti. Così come è stato nelle qualificazioni, nelle quali i partecipanti al gioco che hanno centrato uno degli obiettivi, sono stati premiati con zainetti Fidas e buoni acquisto dello store Lea & Flò. Centinaia i voucher consegnati per ritirare i premi nella sede di Fidas Pescara, all’interno del Centro Trasfusionale dell’ospedale civile.
In questa occasione, le persone hanno avuto modo di avvicinarsi al mondo della donazione di sangue, conoscendo i volontari e guardando con i propri occhi una realtà fatta di altruismo e solidarietà che conta più di 12mila iscritti. D’altra parte, la divulgazione dell’importanza del dono del sangue ha rappresentato fin da subito il principio ispiratore di questo torneo. La manifestazione rientra infatti nelle tantissime attività che Fidas Pescara mette in campo per sensibilizzare la società civile e aumentare il numero delle donazioni. «Occorre una maggiore attenzione da parte di tutti», spiega la presidente Anna Di Carlo, «ognuno di noi deve fare la propria parte per arginare il bisogno di sangue. Fidas si impegna da decenni in questa direzione, e il beach golf ha unito questo impegno all’entusiasmo di un grande torneo». Per Mauro De Marco, presidente della Beach Golf Sport Association che con Fidas ha organizzato l’evento, e donatore da 28 anni, “è sempre un’emozione vedere chi riesce a superare le proprie piccole paure e decide di diventare donatore e salvare vite umane». (m.d.s.)