La figura di Vincenzo Rosati nel libro di Renata Ronchi

Il volume sull’eclettico artista, ingegnere, archeologo sarà presentato domani alla Biblioteca Delfico di Teramo
TERAMO. Interessante appuntamento, domani alle 18, nella corte interna della Biblioteca Dèlfico di Teramo, dove verrà presentato il volume di Renata Ronchi dedicato alla figura di Vincenzo Rosati. All'incontro, organizzato dalla casa editrice Ricerche&Redazioni in collaborazione con la Delegazione Fai di Teramo e la Biblioteca Dèlfico, dopo i saluti del capo Delegazione Fai Pietro Costantini interverranno la restauratrice di opere d'arte Valentina Muzii, la giornalista Anna Fusaro e il direttore della Biblioteca Dèlfico Dimitri Bosi. Saranno esposte opere di Rosati provenienti dall'omonimo Fondo conservato in Biblioteca.
«È sempre interessante e fertile di spunti», si legge nell’introduzione al volume di Anna Fusaro, «la circostanza che un saggio monografico su un protagonista della vita culturale sia scritto da una discendente, come nel caso di questo bel volume di Renata Ronchi sul prozio Vincenzo Rosati, ingegnere, artista, archeologo, nato a Ponzano nel 1859 e lì morto nel 1943 nel villino di famiglia, nella frazione civitellese che rappresenta la piccola patria della famiglia Rosati Ronchi».
Scrive ancora Fusaro: «Progettista di edifici e macchine, pittore, scultore, ceramista, didatta e direttore in varie scuole di arti e mestieri in Italia e all’estero (un vero pioniere in questo campo), collezionista, uomo di cultura, Rosati viene restituito a tutto tondo nel saggio di Renata Ronchi, nella giusta luce di uomo che seppe coniugare nel suo pensiero e nella sua azione la duplice natura, scientifica e umanistica, che aveva forgiato la sua formazione e dettato, insieme a ispirazione e sensibilità, il suo fare. La competenza e sensibilità culturale e artistica, come rivela Ronchi, gli fanno intuire, per esempio, la mano di Andrea De Litio nei magnifici affreschi della cattedrale di Atri, così come gli fanno scrivere una relazione (un’expertise, diremmo oggi) che attribuisce valore al negletto quanto strepitoso polittico di Jacobello del Fiore Incoronazione della Vergine, in una vicenda che svela miopia, ignoranza e avidità delle parti in trattativa».
Attenta studiosa di storia e arte locale, Renata Ronchi ha già pubblicato due volumi su due rilevanti artisti teramani, Luigi Cavacchioli e Pasquale Morganti, entrambi con Ricerche&Redazioni. Il volume, in brossura cucita artigianalmente a filorefe, è arricchito dalla presentazione di Valentina Muzii, il contributo di Fausto Eugeni e l'apparato fotografico a cura di Vincenzo Ammazzalorso.