La funzione dell’arte tra estetica e politica

20 Maggio 2023

Inaugurazione oggi pomeriggio della prestigiosa rassegna che fino al 20 giugno animerà diversi luoghi del centro storico

PENNE. Alessandro Antonucci, Emanuela Barbi, Christian Ciampoli, Di Bernardo Rietti Toppeta, Piotr Hanzelewicz , Anzhelika Lebedeva, Minus Log, Saba Najafi, Evgeniya Pankratova sono gli artisti invitati a riflettere sulla dimensione estetica e politica dell’opera d’arte, tema portante della XX Biennale di Penne, sottotitolo Tra l’estetico e il politico, allestita nel capoluogo vestino da oggi - inaugurazione alle 17.30 in Piazza Luca da Penne - fino al 20 giugno e dislocata in più luoghi del centro storico: Auditorium San Giovanni Evangelista; Largo S. Giovanni Evangelista,121; Museo archeologico civico-diocesano “.B. Leopardi in Piazza Duomo, 8; Mamec Museo d’arte moderna e contemporanea, Via Muzio Pansa 37; Collezione Nato Frascà - Spazio Inangolo, Largo S. Giovanni Battista,1. I curatori, Antonio Zimarino e Chiara Di Carlo, hanno optato per un confronto internazionale sui temi attuali della guerra, i migranti, la ricerca di libertà spirituale e reale dell’individuo. Tra gli obiettivi di fondo vi è quello di monitorare e porre sotto i riflettori gli squilibri socio-politici che sfuggono al controllo dell’Occidente a causa delle distanze geografiche e culturali. Per questo, parte integrante ed essenziale della mostra è l’ampio progetto For Iran – Testimoniare; Condizione plurale di Zoya Shokoohi, già in parte ospitato a fine 2022 nello spazio no- profit La Portineria di Matteo Innocenti a Firenze. Progetto che si compone di materiali video e foto come testimonianze estetiche e politiche di numerosi artisti costretti a rimanere nei loro studi e non poter esporre nelle Gallerie d’Arte del loro paese.
Gli artisti sono Elahe Ramezani Moghadam, Mohammad Vavta, Malihe Darkei, Collettivo Masc. Un possibile itinerario di viaggio e rimando continuo tra estetica e politica, una torre di Babele sulla quale i linguaggi si mescolano, un dispositivo i cui anelli concentrici si dilatano e restringono per una migliore messa a fuoco della contemporaneità. Queste le interpretazioni del progetto artistico suggerite dai curatori ispirati, raccontano , alle riflessioni del filosofo francese Bernard Stiegler .
«Non è un caso», argomentano, «che il progetto espositivo graviti tra l’estetico e il politico, tema eletto per questa XX edizione della storica rassegna che tenta di espandere il più possibile i propri orizzonti di definizione attraverso la poetica degli artisti, al fine di restituire svariate chiavi di lettura per la realtà che possano combattere quella che Stiegler definisce miseria simbolica, ovvero, l’impoverimento relazionale, la sparizione del dibattito estetico e politico, la disinformazione, la carenza di attenzione, la perdita di sé e della propria identità causata dalla massificazione, la sparizione delle tracce, la crisi del ricordo, l’insoddisfazione, la noia».
«Abbiamo cercato un confronto internazionale e un approccio sperimentale», aggiungono Di Carlo e Zimarino, «diventando specchi della società in continuo mutamento; concependo il luogo come un grande museo utopico fatto di artisti, enti istituzionali e pubblico, che gravitano nella zona del reale muovendosi nella dimensione estetica e politica dell’opera d’arte. Ambito da non concepire soltanto come manufatto esteticamente piacevole in sé, o come strumento banalmente comunicativo ma anche come medium d’espressione capace di veicolare e presentare idee, posizioni, azioni e pensieri che possano arricchire lo spirito e aprire la società al confronto, al dibattito costante, contro l’impoverimento relazionale e la crisi dell’immaginario causata dalla massificazione/ mercificazione del prodotto artistico».
La mostra può essere visitata dal venerdì alla domenica con orario 10 – 13 e 16-20.