La Gae Campana Band presenta il nuovo album “Not in my name”

8 Marzo 2019

LANCIANO. Appuntamento stasera alle 23,30 al bar Paone di via Romagnoli a Lanciano per ascoltare il nuovo disco della Gae Campana Band, già acquistabile on line. È il terzo album che vede...

LANCIANO. Appuntamento stasera alle 23,30 al bar Paone di via Romagnoli a Lanciano per ascoltare il nuovo disco della Gae Campana Band, già acquistabile on line. È il terzo album che vede protagonista voce e chitarra di Gaetano Campana, ma anche il primo della formazione che negli ultimi due anni ha lavorato con lui.
Della band frentana, oltre a Campana, fanno parte Emiliano Buzzelli (batteria), Sebastiano Cicchetti (che nell’agosto scorso ha preso il posto di Renato Verì al basso), Luca Di Diego (chitarre) e Carlo Fantini (tastiere). “Not in my name” si intitola l’album, che contiene i brani “Voglio vivere in un posto lontano”, “Il tatuaggio elettrico” (dedicato ad Andrea Pazienza e di cui è stato girato un video), “Portami a casa”, “Giorno dopo giorno”, “Quando la testa frulla” ed “È solo un attimo”. La copertina è stata elaborata da Luca Di Francescantonio, utilizzando un’installazione dell’artista Nicola Antonelli fotografata da Gianluca Scerni: vi si riconosce un Cristo sormontato dalla scritta “Nimn”, acronimo del titolo. «Il titolo è in inglese perché prende in prestito una frase celebre», spiega Campana, «ed è collegato al discorso del migrante che ha ispirato quel Cristo di Antonelli esposto su un trabocco a San Vito: vuole essere un Cristo che dice al mondo “quello che state facendo non lo state facendo in mio nome”. Nel disco si affrontano temi di attualità: oltre che di migranti, si parla ad esempio di suicidio, di Alzheimer, ma non è un album pesante, perché trattiamo argomenti forti in maniera musicalmente molto fruibile». Rispetto ai precedenti lavori di Campana, autore dei testi, la musica vira verso uno stile pop e rock: «È stato fatto un lavoro collettivo certosino», sottolinea Di Diego, chitarrista che ha già accompagnato Campana negli altri due dischi, «ci siamo arrivati attraverso lo scambio e il confronto fra musicisti che hanno storia, formazione e gusti in alcuni casi abbastanza diversi: spesso si partiva da un’idea di fondo che veniva smontata, ricostruita e rielaborata con l’apporto di tutti». “Not in my name”, pubblicato dall’etichetta bolognese Vivamusic, segue “Electroquiet” del 2006 e “Mondo matrioska” del 2012, ma si presenta anche come una sorta di punto di partenza: «C’è l’intenzione di consolidare questa formazione», annuncia Di Diego, «ora vogliamo promuovere il disco con concerti e iniziative, come quella del 14 marzo all’interno del carcere di Lanciano, ma stiamo anche già lavorando a nuove idee».
Andrea Rapino
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