La Ginestra: «Spegnete i cellulari arrivo con M’accompagno da me»

30 Agosto 2022

PESCARA. «Lo spettacolo dal vivo non morirà mai, nonostante la pandemia e tutti i problemi legati ad essa. Con lo spettacolo dal vivo la gente vede ciò che non riesce a vedere altrimenti e con lo...

PESCARA. «Lo spettacolo dal vivo non morirà mai, nonostante la pandemia e tutti i problemi legati ad essa. Con lo spettacolo dal vivo la gente vede ciò che non riesce a vedere altrimenti e con lo spettacolo dal vivo, altresì, si porta a casa delle emozioni che superano di gran lunga l’esigenza di avere il cellulare acceso». Appassionato e ottimista Michele La Ginestra presentava così, in una recente intervista, il ritorno sul palcoscenico con il monologo “M’accompagno da me”, con la regia di Roberto Ciufoli, che chiuderà domani sera al 21.30 all’arena del porto turistico Marina di Pescara, la rassegna Teatriamoci ideata dall’attore abruzzese Federico Perrotta per Uao Spettacoli e inserita all’interno del cartellone di Estatica. Direttore artistico del Teatro7 Roma, che ha fondato nel 1997, La Ginestra è un volto noto del cinema – ha lavorato con Pupi Avati in “Con il sole negli occhi”, con Paolo Genovesi in “Immaturi” di Paolo Genovese, e ancora “Viva l’Italia” e “Nessuno mi può giudicare” di Massimiliano Bruno, “Pazze di me” di Fausto Brizzi – in serie tv come “Canonico”, è conduttore televisivo, ma soprattutto è attore di teatro: ha partecipato a circa 100 spettacoli, su tutti “Rugantino” al Teatro Sistina per la regia di Pietro Garinei. “M’accompagno da me” riserva momenti di brillante comicità, di gioiosa spensieratezza, e anche, momenti di riflessione grazie anche all’attenta regia di Ciufoli, che mette ordine in questo viaggio tra un’umanità variegata, forza trascinante della musica e un gioco di atmosfere che assicurano un’ora e mezzo di raffinato divertimento. L’attore si ritrova “recluso” su un palco abbandonato, che per magia del suo amico “teatro” si trasforma in un’improbabile aula giudiziaria nella quale si vedranno passare avvocati, imputati, incredibili personaggi delle favole, persino un prete, tutti intenti a dialogare con un giudice immaginario, non tanto dei reati commessi, ma delle loro problematiche esistenziali. La serata sostiene l’Associazione Cultour Moscufo guidata dal presidente Domenico Ferri: nata nel 2018 nel piccolo borgo di area vestina in provincia di Pescara, l’associazione porta avanti la sua attività di valorizzazione delle bellezze naturali, artistiche, culturali del territorio. «Cultour Moscufo non può che ringraziare di cuore la Uao per averla scelta e sostenuta», dice Ferri. «Per noi questo rappresenta un momento importante e significativo, perché c’è stata concessa la possibilità di farci conoscere a un pubblico più ampio al quale parlare dei nostri progetti».