La Grande Guerra nelle lettere di tre fratelli di Ortona

Si intitola "Cari figli benedetti, epistolario abruzzese dal 1915 al 1920" la raccolta di missive dei fratelli Mancinelli a cura della storica Lucia Scoccia edita da Menabò.
ORTONA. Zona di Guerra, 25 dicembre 1915: «Carissimo papà, a 2578 metri il capitone! Che abbiamo acquistato ieri sera alla vigilia di Natale, insieme ad altre varietà di pesce e ad una magnifica torta...». A cento anni esatti da quel Natale di guerra ecco un bel libro pubblicato da edizioni Menabò di Ortona, 15 euro, che raccoglie oltre 200 lettere scritte dal fronte di tre fratelli abruzzesi di Crecchio (Chieti) alla famiglia lontana: è "Cari figli benedetti, epistolario abruzzese dal 1915 al 1920", che racconta le vicende umane di Rocco, Enrico e Arnaldo Mancinelli, ufficiali mobilitati nella Grande Guerra. A realizzare il volume è Lucia Scoccia, insegnante e storica che ha ritrovato gli incartamenti centenari perfettamente conservati in una cassa nelle cantine della famiglia e che racconta tre anni di peripezie, ma anche le avventure di uno di loro, Arnaldo, a Fiume con Gabriele D'Annunzio. I fratelli Mancinelli raccontano la loro guerra dalle Alpi al Carso, passando attraverso i mille tormenti della vita ma con l'ottimismo ideale di quell'interventismo democratico ai quali si sentivano vicini. Arnaldo successivamente aderirà al fascismo per poi staccarsene deluso dopo la presa del potere. Come spiega lo storico Enzo Fimiani nella prefazione, è vero che «questo è tempo di anniversari», ma è anche vero che «nessun fenomeno come la Grande Guerra ci parla di noi, di ciò che siamo diventati oggì. E l'epistolario dei fratelli Mancinelli per alcuni aspetti si può dire che vada sin dentro le viscere di simili passaggi storici». Il libro è stato presentato a Palazzo Farnese ad Ortona assieme ad una bella mostra che raccoglie non solo gli originali delle lettere, ma anche una bellissima collezione di cartoline di guerra a colori e materiale d'epoca, giornali e documenti originali.