“La guarigione” di Bersani e la malattia della sinistra italiana

22 Febbraio 2016

La voglia di partecipare alla vita politica e al dibattito pubblico non è forse mai stata così bassa come nel tempo che stiamo vivendo. Quando torna a manifestarsi è come assistere alla riemersione...

La voglia di partecipare alla vita politica e al dibattito pubblico non è forse mai stata così bassa come nel tempo che stiamo vivendo. Quando torna a manifestarsi è come assistere alla riemersione di un fenomeno carsico. E' il caso delle presentazioni del libro “La guarigione” (Alba Edizioni), che si trasformano in occasioni di confronto e di dibattito acceso sull'attualità e sullo stato di salute della sinistra italiana. L'autore, pur veneto, parla di Roma e dei suoi personaggi con la competenza di chi può dire di averli "visti da vicino".

Antonio Martini, oggi addetto stampa della Cgil di Padova, il Parlamento prima e i Ministeri dopo li ha infatti conosciuti per anni. Come ha frequentato da interno il Pds, i Ds e, per finire, il Partito democratico che oggi, attraverso Matteo Renzi, pare l'asso piglia tutto e insieme l'ultima spiaggia della politica italiana. La cosa che sorprende è che a diventare stimolo, o pretesto, per un dibattito tutto politico non è un saggio da politologi, ma un vero e proprio romanzo. I 49 veloci capitoli in cui è articolato sembrano le stazioni di una via crucis che raccontano non tanto le sofferenze di Pierluigi Bersani (dal cui malore la storia prende avvio) ma quelle del partito del quale è stato il segretario tra il 2009 e il 2013.

Senza mai fare i nomi dei protagonisti (nei quali è impossibile non riconoscere i tratti oltre che di Bersani anche di Enrico Letta e di Matteo Renzi), in modo apparentemente asettico ma in realtà impietoso si mette il dito nelle ormai tante piaghe della sinistra italiana. Sembra di osservare un pachiderma immobilizzato, frastornato da un cambiamento che, più che liquidare i D'Alema e i Veltroni, e accantonare Romano Prodi, ha rottamato proprio il Partito Democratico, l'unica cosa veramente nuova nata in Italia negli ultimi anni.

Partendo appunto dall'ictus di Bersani, il "vecchio segretario", si ricostruisce la sequenza che va dal patto del Nazareno, al "ben servito" a Enrico Letta, alla pervicace costruzione del "Partito della Nazione". I casi Marino e De Luca, gli abbandoni di Civati, D'Attorre, Fassina (con gli amari ammiccamenti ai Cinque Stelle, mentre Salvini si gonfia indisturbato a destra) vengono dopo, ma sono l'inevitabile conseguenza di quello che è successo prima. Nel libro Bersani ne esce sano e salvo, intatto e ingrandito nella sua saggezza e umanità. Ma la sinistra è piuttosto peggiorata, e c'è chi pensa che sia troppo tardi non solo per curarla, ma per evitare che la malattia si trasmetta al Paese.