“La guerra degli Antò” e i protagonisti oggi a 25 anni dall’uscita in sala

3 Ottobre 2024

Il film con set a Montesilvano che legò Milani all’Abruzzo è un cult Ecco cosa hanno fatto e fanno Lu Pork, Lu Malatu, Lu Zorru e Lu Zombi  

MONTESILVANO. «Ci vuole coraggio per andare ad Amsterdam, ma ci vuole coraggio pure per restare a Montesilvano». Una frase diventata cult per la generazione dei Millennials abruzzesi, così come lo è il film in cui venne pronunciata ormai 25 anni fa. È trascorso un quarto di secolo, infatti, dal primo ottobre 1999, data in cui uscì nelle sale cinematografiche il film “La guerra degli Antò” del regista Riccardo Milani. La pellicola, ambientata sulla riviera adriatica e tratta dall’omonimo romanzo di Silvia Ballestra, racconta la storia di quattro ragazzi punk di Montesilvano – Antò Lu Pork (Flavio Pistilli), Antò Lu Malatu (Federico Di Flauro), Antò Lu Zorru (Paolo Setta) e Antò Lu Zombi (Danilo Mastracci) – e il loro desiderio di ribellione e di evasione dalla provincia, percepita troppo stretta. Le speranze e le delusioni dei quattro amici spazieranno dalla zona dei grandi alberghi di Montesilvano alle strade di Bologna, per arrivare nella tanto sognata Amsterdam, dove uno di loro era fuggito per evitare il servizio militare durante la Guerra del Golfo. Una fotografia lucida delle difficoltà e dei malumori di un’intera generazione di ragazzi, nati in provincia ma con il sogno di andare altrove, senza mai realmente tagliare i ponti con le proprie origini.
A distanza di 25 anni, tre dei quattro protagonisti del film hanno intrapreso strade lavorative diverse, rimanendo però in contatto tra loro e dedicandosi – chi più, chi meno – anche ad altri progetti televisivi e cinematografici. Uno di loro, invece, purtroppo ha perso la vita prematuramente. Si tratta di Danilo Mastracci, morto ad appena 39 anni nella sua casa aquilana ormai 9 anni fa. L’interprete di Antò Lu Zombi, affetto da tempo da problemi di salute, lavorava in un call center nel capoluogo di regione. Alterna la carriera da attore a quella da insegnante di scienze motorie, invece, Flavio Pistilli. Il 45enne di Pescasseroli, che insegna all’istituto comprensivo di Trasacco, ha recitato in numerosi film per il grande schermo e per la televisione, vestendo anche i panni di Massimo Zanardi, personaggio creato dal fumettista Andrea Pazienza, nel film Paz! di Renato De Maria.
Si è limitato a fare alcune comparsate in qualche pellicola girata a Sulmona, sua città d’origine in cui vive tuttora, invece, Federico Di Flauro, 43 anni, titolare di un’impresa di infissi che opera sul web. La passione per il cinema non ha abbandonato, invece, Paolo Setta, 44 anni di Bussi sul Tirino, dove vive. Laureato in economia ambientale, progettista di esperienze turistiche e direttore di “Il Bosso”, l’interprete di Antò Lu Zorru ha lavorato in Tutti pazzi per amore e recentemente ha recitato in Un mondo a parte, sempre di Milani, regista che lo ha diretto, insieme a Pistilli, anche in Cefalonia e in Il sequestro Soffiantini.
«Il mio lavoro mi permette di dedicare tempo anche al cinema e mi è capitato spesso di lavorare anche con Milani, che spesso gira in Abruzzo. Così come, recentemente, ho realizzato la docuserie Paesi narranti, nata da una mia idea per la regia di Francesco Colantoni». Setta racconta poi anche qualche aneddoto sulla sua partecipazione a La guerra degli Antò. «Avevo 18 anni e all’uscita di scuola, a Sulmona, degli assistenti di Milani che cercavano ragazzi genuini fermarono me e i miei amici per chiedere se volessimo fare un provino. Loro andarono a casa. Io, invece, chiamai mia madre da una cabina telefonica per avvisarla e lei mi disse “Mi raccomando, stai attento”. Poi ho fatto tanti altri provini fino ad arrivare a Roma e alla fine mi hanno preso». Un’esperienza tanto improvvisa quanto esaltante per un ragazzo appena maggiorenne che si preparava a fare gli esami di maturità.
«Il Venerdì Santo del 1998 ci hanno detto di prepararci perché la domenica, quindi a Pasqua, saremmo partiti per Amsterdam. Ho rischiato di non essere ammesso agli esami, pur essendo molto bravo e con un’ottima condotta, perché gli ultimi due mesi li ho trascorsi sul set tra Montesilvano, Roma, Bologna e Amsterdam. Sono andato a fare la maturità con la cresta ossigenata e ricordo che i professori non erano molto felici di questo nuovo look». Del film diventato generazionale, Setta sottolinea: «La guerra degli Antò ha avuto subito un bel successo a livello regionale e una buona critica a livello nazionale. Ma come un buon vino, è maturato negli anni ottenendo sempre più consensi e diventando un cult sia per gli addetti ai lavori, sia per almeno due generazioni».
Antò Lu Zorru dà al Centro anche una piccola anticipazione: «Già in occasione del 20° anniversario del film, abbiamo festeggiato all’Aquila durante il Festival del Gran Sasso. A novembre di quest’anno, invece, ci saranno due appuntamenti importanti per i 25 anni dall'uscita del film, in programma a Pescara e a Montesilvano, di cui per ora non posso dire di più».