La malinconia in musica di Marina a San Salvo

PESCARA. Un titolo che nasce dalla voglia di creare curiosità quello di “Pareidolia”, il nuovo album di Marina Rei. La cantautrice romana si esibirà, questa sera alle 22, al Beat Cafè di San Salvo....
PESCARA. Un titolo che nasce dalla voglia di creare curiosità quello di “Pareidolia”, il nuovo album di Marina Rei. La cantautrice romana si esibirà, questa sera alle 22, al Beat Cafè di San Salvo. La serata, a ingresso libero, è organizzata in collaborazione con l’associazione culturale Sideshow. Arrivato a due anni di distanza dal disco “La conseguenza naturale dell’errore”, il nuovo lavoro in studio di Marina Restuccia, disponibile dallo scorso 30 settembre, è stato prodotto da Giulio Ragno Favero. Pareidolia è il “processo psichico che consiste nell’elaborazione fantastica di percezioni reali incomplete, che porta a immagini illusorie dotate di una nitidezza materiale”, come scorgere un volto umano in una nuvola. Il tour è iniziato il 6 novembre. Il Centro ha intervistato Marina Rei in occasione della tappa di San Salvo.
Perché la scelta di un titolo così particolare?
«Sicuramente c’era la volontà di usare questa parola per creare attenzione, nella speranza che chi la leggesse si incuriosisse e andasse a cercare il significato. Mi sembrava un buon punto di partenza per presentare il disco: creare curiosità già dal titolo».
Quali sono le novità rispetto ai suoi precedenti lavori?
«Posso definirlo un po’ come un tassello che chiude un cerchio che si è sviluppato negli anni e ha preso una sua forma. Dalla pubblicazione del primo singolo sono passati 20 anni».
Nel brano “Pareidolia”, che dà il titolo all’album, c’è il rap del modenese Zona MC. Da dove è venuta questa idea?
« Il suo disco mi aveva colpito. E’ originale e molto particolare, sceglie le parole con un senso preciso e importante. Quando si incontrano dei talenti del genere vanno valorizzati. Ha portato un suo valore aggiunto alla canzone e sono molto contenta di aver collaborato con lui».
C’è un filo conduttore che lega i vari brani?
«Sono io. Il mio pensiero, la mia scrittura, il mio modo di cantare e di suonare. Qualcuno mi ha fatto notare che ho una vena malinconica nelle mie canzoni e ne sono rimasta piacevolmente affascinata. La malinconia è un aspetto molto bello della nostra vita, le do un’accezione positiva. Nella malinconia c’è sempre una speranza che può rendere tutto ancora più poetico. Per me la malinconia è poesia».
Nel disco è stata inserita anche una sua versione di “Annarella” dei Cccp.
«E’ una canzone che ho iniziato a cantare dal vivo nell’ultimo tour. Giulio Ragno Favero è rimasto molto colpito dalla mia versione e ha insistito molto per inserirla nel disco, nonostante io fossi un po’ perplessa. Questa canzone ha una bellezza indiscutibile e un peso molto importante. Non volevo essere “irrispettosa”, ma ho cercato di dare la mia versione silenziosa, tra virgolette, e rispettosa del testo. Ho avuto molti consensi, soprattutto dagli amanti dei Cccp, e questo mi ha reso felice».
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