La mamma: Eli invece dei cartoni guardava “Il flauto” di Mozart

12 Dicembre 2020

Alessia è una cantante: la mia piccola respira musica da sempre in famiglia X Factor lo abbiamo visto come un “pazzijarellone”, un grande gioco

MONTORIO AL VOMANO. Gli occhi di una mamma e di un papà parlano più delle loro stesse parole e quelli di Alessia Martegiani e Massimiliano Coclite, i genitori di Casadilego, raccontano di un amore incondizionato e del grande orgoglio per Elisa come figlia e musicista. Con mascherina sul volto e dita incrociate hanno vegliato con lo sguardo amorevole e di incoraggiamento la finale al talent di Casadilego e hanno gioito con lei per il successo. “Buon sangue non mente” sarebbe proprio il caso di dire quando si parla di Elisa che è una figlia d’arte di una cantante e un musicista apprezzati e conosciuti in tutto il mondo, ha le note e gli spartiti nei geni e respira musica sin da quando era nella pancia della mamma. Una famiglia unita dall’amore e dalla musica nella quale Elisa è cresciuta come donna e come artista. La mamma Alessia la racconta.
Elisa e la musica: amore a prima vista, anzi a prima nota?
«Elisa è nata nella musica, ma non poteva essere diversamente perché io e il papà siamo due musicisti e facciamo questo mestiere e non ne facciamo altri. A casa si parla di musica, si gioisce e si soffre con la musica, si maledice o si benedice la musica: è un’ossessione! Quindi Elisa da piccola ha respirato tutto questo, ha incontrato tanti musicisti che venivano e si fermavano a casa nostra. Insomma, la sua è sempre stata una vita nella musica e per la musica».
È vero che a due anni non guardava i cartoon, ma “ Il flauto magico” di Mozart anche più volte al giorno?
«Sì, è proprio così. Il papà le riportò da una tournèe in Cina un dvd di quest’Opera e lei, piccolissima, se ne innamorò perdutamente. Conosceva a memoria tutti gli incipit, i vari personaggi e quello che amava era Papageno. Nell’overture prendeva uno spaghetto in mano e tutta concentrata faceva il direttore d’orchestra. E a pensare che da grande ha avuto una parte in quest'Opera, come per un segno del destino».
Già da piccola si immaginava su un palcoscenico?
«Da bambina suonava con tutto quello che la capitava per le mani. Era sempre allegra e tanto tanto simpatica».
Quando ha deciso di diventare una musicista e seguire le vostre orme?
«Non ha deciso di fare la musicista, ma è stato un passaggio naturale. In realtà noi lo sappiamo quando ciò è avvenuto e forse nemmeno lei sa il momento preciso quando nel suo cuore è nato questo desiderio».
L’ha incoraggiata a intraprendere la vostra strada?
«Ho sempre cercato di dirle che quello che faceva, e lo ha sempre fatto con grande impegno, era buono, bello. Non sono mai stata una mamma “criticona” anche perché Elisa ha avuto sempre grazia nel fare la musica. Nei pochi momenti di indolenza e pigrizia ho sempre cercato di essere leggera e delicata».
Che figlia è Elisa?
«È davvero una bravissima figlia e dicendo questo non voglio farle una sviolinata, ma è una ragazza paziente, comprensiva, saggia e molto responsabile. A volte sembro io la figlia e lei la madre».
Come avete affrontato insieme questa avventura di X Factor, e in particolare la finale?
Abbiamo affrontato tutto con tranquillità e vedendo X Factor sempre come un grande gioco, un “pazzijarellone” come diciamo a Montorio e senza ansie e troppe aspettative. In questo modo Elisa ha vissuto a pieno tutto il suo percorso godendo di ogni momento».
E dopo la finalissima?
«Sono arrivati tantissimi messaggi, ma non sono riuscita a rispondere a tutti perché stavamo festeggiando. Ringrazio i sostenitori, tantissimi, di mia figlia. E agli haters che dicono che “tra sei mesi non se la ricorderà nessuno” rispondo che Eli nella musica ci vivrà sempre come sempre!».
IL PAPÀ. Saggi i consigli del papà Massimiliano che non nasconde un'immensa gioia per la sua Elisa. « Sono molto felice per l’affetto che l’Abruzzo sta dimostrando per Elisa che con questa vittoria ha ottenuto, non solo un successo, ma anche un’opportunità importante per il suo futuro. I talent show non sono divulchi vi partecipa ha una vita artistica breve. Il mio auspicio, per tutti i ragazzi che vogliono intraprendere questo percorso, è quello di raggiungere una consapevolezza che aiuti a scoprire se stessi attraverso lo studio, l’applicazione, la curiosità verso il mondo, anzi, i mondi musicali che li circondano. Consapevoli che chi fa musica è, a prescindere, una persona fortunata».