La Massoneria in Abruzzo dagli albori nel ’700 al dopoguerra

3 Aprile 2019

TERAMO. “Storia della Massoneria in Abruzzo”, di Elso Simone Serpentini e Loris Di Giovanni, corposa opera di 308 pagine edita da Artemia Nova Editrice colma un vuoto denunciato da tempo e pone fine...

TERAMO. “Storia della Massoneria in Abruzzo”, di Elso Simone Serpentini e Loris Di Giovanni, corposa opera di 308 pagine edita da Artemia Nova Editrice colma un vuoto denunciato da tempo e pone fine ad un silenzio durato a lungo. I due autori – teramano ex docente di filosofia, saggista e romanziere l’uno, pescarese avvocato appassionato conoscitore d’arte e storia l’altro – impegnati da molti anni in questo campo di ricerca, ripercorrono le vicende della Libera Muratoria abruzzese fin dagli albori, trattando della Loggia militare di Capua di metà ’700, cui erano affiliati non pochi ufficiali abruzzesi, e della ripresa culturale della Napoli settecentesca, quando, con l’incremento degli scambi economici e culturali con altri Paesi, al cosiddetto “illuminismo napoletano” diede impulso il fenomeno massonico.
Il libro ricostruisce lo sviluppo delle idee e dei principi della “fratellanza” traccia la storia delle prime Logge, da quelle dei protagonisti della “Rinascenza teramana” di fine Settecento alle Logge castrensi del periodo napoleonico. Seguono una dettagliata ricostruzione della diffusione in Abruzzo della Carboneria e un’analisi dei suoi rapporti con la Massoneria nel primo Ottocento, la descrizione della ripresa dell’attività massonica dopo l’Unità d’Italia e delle vicende relative al complesso quadro della Massoneria abruzzese del secondo Ottocento e dei primi anni del Novecento. Si passa poi al dualismo tra il Grande Oriente d’Italia e la nuova Obbedienza di Piazza del Gesù, sorta con lo scisma ferano del 1908, e al dibattito tra neutralismo ed interventismo alla vigilia della Grande Guerra e ai rapporti con il fascismo, fino alle elezioni del 1924, argomento al quale viene dedicato grande spazio, così come all’occupazione fascista delle Logge e al loro scioglimento come conseguenza dell’atteggiamento antimassonico del Regime. Il Fascismo nel 1925 varò un’apposita legge contro le associazioni segrete e la massoneria fu costretta a sospendere o a occultare ancora di più la propria attività. Il libro si conclude con la rifioritura della “Fratellanza” immediatamente dopo la Liberazione e presenta una ricca appendice documentaria, con la riproduzione di materiale in gran parte inedito oltre a numerosi piedilista, vale a dire agli elenchi nominativi degli affiliati alle diverse logge abruzzesi. Il libro sarà presentato a Teramo, con la presenza dei due autori, oggi alle ore 17, nella corte della Biblioteca “Melchiorre Delfico”, e poi sabato 6 aprile sempre alle 17, nella sala “Favetta” del Museo delle Genti d’Abruzzo a Pescara.