La medievalista Frugoni svela i segreti della Basilica di Assisi

PESCARA. Avrà luogo oggi alle ore 17 nella sala conferenze del Museo Vittoria Colonna di Pescara uno degli appuntamenti culturali forse tra i più importanti dell'anno: l'illustre storica medievalista...
PESCARA. Avrà luogo oggi alle ore 17 nella sala conferenze del Museo Vittoria Colonna di Pescara uno degli appuntamenti culturali forse tra i più importanti dell'anno: l'illustre storica medievalista Chiara Frugoni presenterà la sua ultima importante opera “Quale Francesco? Il messaggio nascosto negli affreschi della Basilica superiore ad Assisi” (Einaudi Grandi Opere, €80, pp.612, 2015).
L'evento, promosso da Filippo Montefusco dell'associazione Citylights di Pescara e patrocinata dal Comune, intende non solo riportare in città la più accreditata studiosa di San Francesco, ma anche esporre all'attenzione del pubblico abruzzese la nuova interpretazione degli affreschi di Cimabue e di Giotto della Basilica superiore ad Assisi, di cui proprio la Frugoni, nel suo ultimo lavoro, fornisce esauriente divulgazione. Il libro analizza tutti gli affreschi della Basilica dimostrando che il programma fu concepito in maniera unitaria: gli episodi dell'Apocalisse e storie degli apostoli, dipinti da Cimabue nell'abside, dialogano con quelli, di circa 10 anni dopo, della controfacciata, di cui è proposta una spiegazione inedita. Importante un dettaglio: nella “Predica agli uccelli” le colombe scese ad ascoltare Francesco risalgono in cielo e si trasformano nelle nuvole dell'Ascensione di Cristo. L'Ordine francescano è, secondo fonti pseudo-gioachimite, un Ordine «colombino» e proprio la voce di Gioacchino da Fiore, soprattutto mediante le opere che gli furono attribuite, diventa, attraverso il prudente filtro di Bonaventura, il cardine dell'identità francescana. Ed ecco un'altra novità: il ciclo francescano ha come fonte, oltre la “Legenda maior” di Bonaventura, un'altra sua opera, le “Collationes in Hexaëmeron”. Francesco, nelle Collationes, è il prototipo di un Ordine perfetto, puramente contemplativo, che si realizzerà però quando la Chiesa sarà divenuta anch'essa del tutto contemplativa; veniva così sanato il contrasto fra gli ideali di strettissima povertà voluti dal santo e quelli, diversi, dei frati del tempo delle storie francescane (1288-92 circa), che potevano lecitamente vivere in bei conventi, studiare e insegnare, perché si preparavano all'attuazione del piano divino. Ma le ulteriori intuizioni e scoperte della Frugoni – che ricordiamo per gli splendidi libri “Vita di un uomo: Francesco d'Assisi” e “La Cappella degli Scrovegni di Giotto”- saranno illustrate durante la presentazione di oggi, a cura degli relatori Alessandro Angelucci e Giovanbattista Benedicenti, storici dell'arte.
Federica D’Amato
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