“La mia battaglia”, Germano sciocca la platea alla deriva

PESCARA. Sulla scena un attore, o forse un comico, ipnotizzatore non dichiarato, durante uno spettacolo di intrattenimento manipola gli spettatori in un crescendo di autocompiacimento, anche verbale,...
PESCARA. Sulla scena un attore, o forse un comico, ipnotizzatore non dichiarato, durante uno spettacolo di intrattenimento manipola gli spettatori in un crescendo di autocompiacimento, anche verbale, fino a giungere, al termine del suo show, a una drammatica imprevedibile svolta. Attesissimo arriva sul palco del teatro Massimo di Pescara Elio Germano con “La mia Battaglia” spettacolo di cui è l’attore romano è anche regista e autore insieme alla ravennate Chiara Lagani.
Debutto abruzzese questa sera e replica domani, sempre alle ore 21, per il quarto appuntamento della stagione teatrale “It’s wonderful” ideata e diretta dalla Baltimore Production (biglietti: primo settore numerato 25 €, secondo settore numerato 20 € , terzo settore numerato 15 €).
Germano sceglie temi importanti e effetti forti per il suo monologo. Cerca sin da subito un contatto diretto con il pubblico partendo da semplici luoghi comuni. Parla di come l’aspetto esteriore sia ormai uno dei criteri principali per poter andare avanti nella vita personale e lavorativa. Riflette su come gli uomini stiano perdendo il senso di solidarietà umana e l’idea di interesse e bene collettivo perché sempre più concentrati e attaccati al denaro e al lavoro, e non lottano più per quelli che sono i veri valori.
Si fanno abbindolare dalle chiacchiere, racconta affabulando sempre più, si bevono tutto ciò che leggono sui social, si sentono esperti di tutto così da poter giudicare ogni cosa. E arriva al cuore del monologo: «Che il nostro appello si diffonda a ogni individuo che vogliamo avvicinare a noi: il passato è stato illuminato da una nuova e millenaria generazione di Italiani!».
Nel basito silenzio che accompagna lo sbigottimento del pubblico mentre si srotola la bandiera nazista, la platea si rende finalmente conto che le parole dello spettacolo sono liberamente tratte nientemeno che dal “Mein Kampf “di Adolf Hitler. Appellandosi alla necessità di resuscitare una società agonizzante, tra istanze ecologiste, nazionaliste, socialiste, planetarie e solitarie, mutuali e solidali, tra aneddoti e proclami, trascinerà l’uditorio, in un crescendo pirotecnico, a una straniata sospensione tragica fino a condurlo a una terribile conseguenza finale Alla scrittura del testo insieme a Germano c’è Chiara Lagani, anima della compagnia Fanny ed Alexander e tra le drammaturghe più apprezzate e premiate in Italia.
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