La musica di Luca D’Alberto per la collezione Schukin

31 Ottobre 2016

Parigi, il compositore teramano è stato chiamato dal regista Peter Greenaway a comporre la colonna sonora della videoinstallazione di Boddeke

di Anna Fusaro

Le musiche di Luca D'Alberto per la mostra evento “Icones de l'art moderne. La collection Schukin”, inaugurata ieri a Parigi nella Fondazione Louis Vuitton. La grandiosa esposizione, allestita fino al 20 febbraio, mostra 160 opere del collezionista russo Sergej Schukin, uscite per la prima dalla Russia: 50 Picasso, 41 Matisse, e dipinti di Gauguin, Monet, Cézanne, Matisse, provenienti dall'Ermitage di San Pietroburgo e dal museo Pushkin di Mosca (la collezione fu nazionalizzata da Lenin). Il violista e compositore teramano è stato chiamato da due nomi di fama mondiale, il regista e pittore inglese Peter Greenaway e l'artista multimediale e regista olandese Saskia Boddeke, a realizzare la colonna sonora della loro installazione per la mostra parigina, ispirata a due dipinti di Matisse presenti nel percorso espositivo, “La danse” e “La musique”. La videoinstallazione creata da Boddeke sul testo di Greenaway è un poema visivo che racconta su un multischermo, in una sorta di tableau vivant, la genesi dei due dipinti e il rapporto d'amicizia tra il pittore Henry Matisse e il collezionista Sergej Schukin, con i danzatori del Dutch National Ballet, le coreografie di Juanjo Arques e la musica di Luca D'Alberto, che sarà così parte integrante della mostra. Non è la prima volta che il musicista abruzzese collabora con Greenaway e Boddeke, coniugi oltre che compagni nell'arte. Due anni fa Luca D'Alberto ha composto le musiche per la loro installazione “Gehorsam” al Museo ebraico di Berlino. «Dopo quella collaborazione Saskia Boddeke e Peter Greenaway mi hanno coinvolto in altri progetti, tra cui questo lavoro per la Fondazione Louis Vuitton. Quando mi hanno contattato, a marzo, mi hanno detto: “Luca, guarda questi due quadri e crea un quadro sonoro”. Per “La musique” ho usato un organico coerente con le figure del quadro, vale a dire un flauto, un violino e tre voci di donna, usando sempre la voce di Giorgia Cinciripi, che ho sovrainciso». Luca D'Alberto non è infatti l'unica presenza abruzzese, la voce di soprano che si sente nell'opera multimediale è della cantante lirica di Giulianova. «Amo collaborare con Giorgia Cinciripi, amo la sua voce, abituata a cantare musica barocca, priva di quei vibratoni tipici di molti soprani» Per l'altro quadro “La danse”, commissionato a Matisse proprio da Schukin, D'Alberto ha composto una musica per pianoforte trattato con l'elettronica, «una musica di oggi, però inerente allo stile musicale dell'epoca, che potesse cioè risuonare nell'orecchio di Matisse e dell'amico collezionista. Le due composizioni costituiscono una sorta di suite e ricostruiscono un'atmosfera». Dopo la fase di scrittura («Saskia e Peter hanno accettato subito la mia partitura») è seguita in estate la lavorazione, con le riprese negli Amsterdam Stusios: «Al momento di creare il video, mi hanno chiesto un ulteriore atto compositivo, cioè improvvisare al violino sulla mia musica». Luca infatti compare nelle immagini come performer. Per “Icones de l'art moderne” si prevede un milione di visitatori.

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