La natura e l’industria: “L’Eden blu” di Marotta in mostra all’Aquila

4 Settembre 2023

A Palazzo dell’Emiciclo omaggio al pittore e scultore del 900 Di Pietrantonio: «Una giungla che dà un senso di armonia» 

L’AQUILA . “Gino Marotta//Eden blu” al Palazzo dell’Emiciclo dell’Aquila dal 6 al 21 settembre, a cura di Laura Cherubini e Giacinto Di Pietrantonio: l’associazione MU6 ETS con Germana Galli e Antonella Muzi rendono omaggio a un interprete significativo dell’arte italiana del Novecento, tra i protagonisti dell’Arte Povera, presente a diverse edizioni della Biennale di Venezia (1984, 2011), premio Ubu (1988) per la migliore scenografia con “Hommelette for Hamlet” diretto e interpretato da Carmelo Bene.
Pittore, scultore, primo artista italiano a proporre una sinergia tra arte e design, Marotta (Campobasso, 1935 – Roma, 2012) è artista storicizzato a livello internazionale. Attraverso il suo sguardo, sottolineano gli organizzatori della mostra, si vuole indagare anche la complessità del presente ponendo in evidenza la grande intuizione che Marotta portò nella sua ricerca artistica già alla fine degli anni ’60 del Novecento. La mostra propone, in particolare, un corpus di opere iconiche in metacrilato blu: alberi e animali che costituiscono un ideale Eden, un giardino artificiale in cui lo spettatore si trova immerso e portato a riflettere sul mondo della natura e dell’industria che hanno avuto un ruolo dominante nella riflessione critica dell’artista di origini molisane.
Un tema di stretta attualità, continuano i critici curatori, «che pone una riflessione sul rapporto dialettico tra uomo, natura e artificio nel nostro tempo e alla luce degli effetti nefasti che l’azione dell’uomo sta producendo sull’ambiente e più in generale sul pianeta». «Aggirarsi per questa giungla blu trasparente di Marotta ci dà un senso di armonia e libertà come si immagina un paradiso e come vorremmo che fosse», scrive in catalogo Di Pietrantonio. «Tra l’altro, gli animali e le piante di questo eden sono tutti “esotici”, appartenenti a una geografia africana, sottolineando che il paradiso, se c’è, è in Africa, luogo dell’origine dell’umanità come dimostrano gli studi più recenti. Un interesse che è presente in artisti suoi contemporanei come Pascali che all’Africa aveva dedicato una serie di lavori, lo stesso Mario Merz con il suo Pittore in Africa indicava la stessa direzione. Ora anche se in questo eden di Marotta non c’è la presenza dell’uomo formalizzato in metacrilato, ma come visitatore, come noi, quali Eva e Adamo, che ci aggiriamo in esso, mi preme ribadire la qualità ecologica di questo mondo blu come la favola cinematografica odierna di Avatar, in cui, come morale, viene affermata la connessione necessaria tra vita e natura». Il metacrilato, materiale innovativo per i tempi, per Marotta diventa un medium privilegiato; l’artista, infatti, lo descrive come «l’unico materiale che non degenera, perché altamente tecnologico».
«Con il metacrilato (o perspex) Marotta trova il “suo” materiale», scrive in catalogo Laura Cherubini. «Il contraltare saranno le balle di paglia con le quali Marotta, invitato da Germano Celant alla manifestazione Arte povera+azioni povere ad Amalfi nel 1968, costruirà nel contesto urbano Giardino all’italiana. Se, come ci ha indicato Bachelard con il concetto di immaginazione materiale, a ogni immaginario è necessaria una propria materia, ecco che a una nuova immaginazione deve corrispondere un nuovo materiale, ed ecco che Marotta lo scopre in questo “materiale squallido e freddo”. “Campiture del diafano” dirà con folgorante linguaggio Emilio Villa, e ancora “tumulti della trasparenza. Inoltre il trasparente metacrilato era un materiale della modernità che per Marotta era un tema molto importante». L’esposizione, sostenuta da Consiglio regionale, Fondazione Carispaq, Ance L’Aquila e da Farmanatura resterà aperta fino al 21 settembre.