La Pastorale di Roth il falegname di Ken e le cicogne in arrivo

20 Ottobre 2016

di Anna Fusaro Vent'anni fa si rivelò al mondo con il tossico Mark Renton nell'allucinato "Trainspotting" di Danny Boyle. Ora, a 46 anni e dopo molti ruoli importanti, l'attore Ewan McGregor debutta...

di Anna Fusaro

Vent'anni fa si rivelò al mondo con il tossico Mark Renton nell'allucinato "Trainspotting" di Danny Boyle. Ora, a 46 anni e dopo molti ruoli importanti, l'attore Ewan McGregor debutta nella regia confrontandosi con un romanzo premio Pulitzer, "American Pastoral" di Philip Roth.

L'omonimo film, di cui lo scozzese McGregor è anche interprete, arriva oggi nelle sale italiane dopo l'uscita romana con una pre-apertura della Festa del Cinema.

L'American Dream e il suo rovesciamento in incubo sono riassunti nella vita dello "Svedese", protagonista delle pagine di Roth, che pare abbia dato la sua benedizione al film. Nell'America degli anni Settanta l'esistenza di Seymour Levov, detto lo "Svedese" (McGregor), appare perfetta: ex campione sportivo amato dalle folle, bello, serio e amabile, imprenditore di successo, marito fedele di Miss New Jersey (Jennifer Connelly) e padre esemplare di una bambina a lungo desiderata. Ma, diventata adolescente, l'adorabile Merry (Dakota Fanning) rivela un cuore nero.

La ragazza compie un atto terroristico di protesta contro la guerra in Vietnam e scompare nella clandestinità. Da quel momento la vita perfetta dello svedese va in pezzi.

Insieme a "Pastorale americana" il titolo più atteso è la Palma d'oro di Cannes "Io, Daniel Blake", dramma sociale firmato dall'80enne regista militante Ken Loach. Esponente della prima ora del Free Cinema, cantore della working class, il pluripremiato Ken il rosso racconta in questo suo 25esimo lungometraggio la solidarietà tra gli ultimi, quasi un manifesto in questi tempi di guerre fra poveri scatenate dalle politiche dei governi.

Il campione della solidarietà è Daniel Blake (Dave Johns), un falegname di Newcastle vicino ai sessanta, rimasto senza lavoro dopo un attacco cardiaco e costretto a chiedere un sussidio per la prima volta in vita sua. Ma la burocrazia non è amica. Durante una delle tante visite al centro per l'impiego Daniel conosce Daisy (Hayley Squires), ragazza madre di due bambini, che cercherà di aiutare, nonostante anche lui non se la passi bene.

Per i più piccoli ecco in sala l'edificante e divertente cartone "Cicogne in missione", diretto da Nicholas Stoller e Doug Sweetland. Si sa che la missione delle cicogne è consegnare bambini, ma da tempo i simpatici pennuti non svolgono più questo lavoro troppo faticoso e stressante, preferendo fare i corrieri per il gigante del commercio on line cornestone.com. Dopo aver riattivato per sbaglio la macchina fabbrica-bambini, la cicogna Junior e l'unica umana dell'azienda, la rossa Tulip, per rimediare decidono di consegnare quell'adorabile creaturina non autorizzata. Grazie alla loro avventurosa missione le cicogne riprenderanno a consegnare neonati. A famiglie di tutti i generi: mamma e papà, due papà, due mamme, ragazze single. Voci di Alessia Marcuzzi (Tulip), Federico Russo (Junior), Vincenzo Salemme (un piccione infido). Grande successo al Festival di Roma, nella sezione Alice nella città.

Attendono un bambino anche i due giovani, troppo giovani protagonisti della commedia "Piuma", il ribelle Ferro (Luigi Fedele) e la saggia Cate (Blu Yoshimi). Nel terzo lungometraggio del regista pisano di mamma americana Roan Johnson ("I primi della lista", "Fino a qui tutto bene") due ragazzi prossimi all'esame di maturità si vedono la vita sconvolta da una gravidanza inattesa. Con loro vanno in crisi anche i genitori. Saranno nove mesi di turbolenze, in attesa di una bambina da chiamare Piuma.

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