La pazzia poetica di Alda Merini al Mediamuseum

PESCARA. Prosegue lo Scrittura e Immagine Film Festival al Mediamuseum di piazza Alessandrini a Pescara che propone, oggi alle ore 17.30, un docufilm sulla poetessa Alda Merini, “La pazza della porta...
PESCARA. Prosegue lo Scrittura e Immagine Film Festival al Mediamuseum di piazza Alessandrini a Pescara che propone, oggi alle ore 17.30, un docufilm sulla poetessa Alda Merini, “La pazza della porta accanto” con la regia di Antonietta De Lillo: Nel 1995 la regista incontra la poetessa Alda Merini, morta nel 2009 all’età di 78 anni. Le conversazioni con lei, inframmezzate dalla lettura di sue poesie per voce dell'attrice Licia Maglietta (che a metà anni '90 portò in teatro un monologo di Teatri Uniti, “Delirio amoroso”, sempre su quei testi) confluirono nel mediometraggio “Ogni sedia ha il suo rumore” (27'). A distanza di quasi 20 anni, il girato in parte non utilizzato di quelle interviste riemerge dagli archivi Rai e rimontato accanto a rapide riprese della Milano di oggi, torna visibile come struttura portante di La pazza della porta accanto (che è anche il titolo di un libro di prosa del 1995 della scrittrice).
Con la sua naturale schiettezza, Merini si apre a pensieri sul peccato, l'anima, l'isolamento, l'ipervalutazione dell'amore, i cliché sulla santità dei poeti, la morte, l'esperienza dell'ospedale psichiatrico, la religione, il terribile distacco dai figli per via della malattia. Su tutto, il male contemporaneo dell'indifferenza. I film della De Lillo è un mediometraggio che alterna, alla quasi totalità d'immagini d'archivio (interviste realizzate a Milano, a casa della poetessa, seduta al suo tavolo di lavoro o di cucina), sporadici, fuggevoli flash - postprodotti come se fossero visioni parziali, confuse, forse allucinate - dei Navigli, quartiere della Merini.
Alle ore 19, si prosegue con il film “Violette” di Martin Provost. Nella Francia occupata dai nazisti, Violette Leduc traffica nel mercato nero e cerca di portare avanti un mènage difficile con un coniuge gay. Il suo incontro con Simone De Beauvoir le cambia la vita. La scrittrice la spinge a trasformare le proprie angosce esistenziali in parole scritte. E' l'inizio di un percorso che la porterà a essere una delle scrittrici più coraggiose ed apprezzate della Francia. Dopo il successo di “Séraphine” (7 premi César) Martin Provost torna ad occuparsi di un personaggio femminile realmente esistito. Questa volta però deve mettere in scena parole e non opere pittoriche. Gli occorre, quindi, il sostegno di un'attrice capace di sostenere il ruolo. L'ha trovata nella straordinaria Emmanuelle Devos che è da sempre in grado di fornire corpo ed anima ai ruoli che le vengono affidati.
Infine, alle ore 21.30 viene presentato “A blast” di Syllas Tzoumerkas. La storia è quelal di Maria, madre di tre bambini, avuti da un marinaio di cui è sinceramente innamorata, sorella di una donna con problemi mentali sposata a un simpatizzante dell'estrema destra, figlia di un'anziana paraplegica e di un padre con poco polso. Il film è un esempio di cinema della crudeltà, volutamente sgradevole, urlato e fisico quanto lo sono le interpretazioni di un gruppo di attori adattissimi ai loro ruoli.
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