La pittura incontra la musica e la danza: tre performance per l’arte di Melarangelo

3 Novembre 2022

TERAMO. Si anima con tre performance tra musica e danza la mostra Giovanni Melarangelo (1903- 1978): l’artista e i suoi percorsi, allestita dal 14 luglio a Teramo nelle sale de L’Arca – Laboratorio...

TERAMO. Si anima con tre performance tra musica e danza la mostra Giovanni Melarangelo (1903- 1978): l’artista e i suoi percorsi, allestita dal 14 luglio a Teramo nelle sale de L’Arca – Laboratorio per le arti contemporanee e prossima alla chiusura, che avverrà il 14 novembre.
L’omaggio all'importante pittore teramano, curato per il Comune dallo storico dell’arte Paolo Coen, si arricchisce oggi dell’incontro Pittura vivente. La poetica di Giovanni Melarangelo attraverso la musica e la danza, a cura di Paola Besutti e Nika Tomasevic, promosso dall’amministrazione cittadina e organizzato dall’associazione culturale Teramo Nostra. Appuntamento alle 18 nella galleria civica di largo San Matteo per un evento che sposa tre linguaggi diversi. I tre momenti performativi e musicali, dal concettuale all’hip hop passando per il classico, si svolgeranno nella sala in cui è esposto l’olio su tela del 1961 La maestra di danza (Liliana Merlo), in cui il maestro Melarangelo, molto ispirato dai mondi della danza e del circo, ritrasse la sublime danzatrice e didatta Liliana Merlo, pioniera in Abruzzo dell'arte coreutica.
Dopo i saluti istituzionali, alle 18.15 introduzione delle curatrici Besutti per la parte musicale e Tomasevic per la danza. Dalle 18.30 le tre esibizioni, pensate per sottolineare il legame di Melarangelo con la danza e, più in generale, l’unità fra arti visive, musicali e performative: il danzatore Giorgio Loffredo, la cui performance sarà accompagnata da Gianmarco Alcini alla fisarmonica; la danzatrice classica Sara Marchetti e Jacopo Sabbatucci alle percussioni; la hip hop dancer Federica Sciroli e Piergiorgio Mattiucci al flauto.
Il dipinto La maestra di danza, una danzatrice seduta che si allaccia le scarpette, è stato sempre noto come Ritratto di Liliana Merlo, personalità chiave nell’ambiente culturale e artistico teramano dalla fine degli anni Cinquanta in poi. L’evento odierno, curato per la parte scientifica dal Dipartimento di Scienze della comunicazione dell’università di Teramo con la collaborazione per la parte musicale del conservatorio teramano “Gaetano Braga”, oltre che un omaggio a Melarangelo è un tributo a Liliana Maria Antonieta Dolores Merlo nel centenario della sua nascita, a Buenos Aires, da una famiglia di emigranti italiani di umili origini. Affermatasi già in Argentina come danzatrice, coreografa e insegnante, Liliana si trasferì in Italia nel 1957, incontrando all'Accademia di Roma la leggendaria Jia Ruskaya, danzatrice, coreografa e didatta russa. Il quadro di Giovanni Melarangelo la ritrae quattro anni dopo, quando Liliana Merlo è già avviata nella sua inesauribile attività nel campo della danza e dei diritti femminili. Melarangelo, come aveva fatto spesso Degas, la ritrae fuori dal gesto artistico, in un momento di riposo o di pausa tra una lezione e l'altra.
Il quadro rientra nella fase matura della carriera del maestro. «Lontani ormai gli anni del verismo umanitario e anche la fase propriamente sperimentale, Melarangelo ha ormai raggiunto un discreto successo regionale e nazionale» spiega il curatore. «La delicata ed elegante variazione sui blu de La maestra di danza rivela debiti verso artisti già allora considerati classici, Degas e Picasso su tutti, come pure l’aggiornamento sulla scuola torinese e romana, da Casorati a Guttuso».