La Rua, altro sold out «Sanremo è alle spalle ora c’è il tour estivo»

4 Marzo 2017

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Le canzoni fresche e orecchiabili e i ritmi pop e folk fanno dei La Rua una delle band rivelazione dell'anno. Gli anni di dura gavetta alle spalle, l'acclamazione ad Amici e,...

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Le canzoni fresche e orecchiabili e i ritmi pop e folk fanno dei La Rua una delle band rivelazione dell'anno. Gli anni di dura gavetta alle spalle, l'acclamazione ad Amici e, infine, l'esperienza svanita al Festival di Sanremo tra le polemiche dei fan hanno proiettato il gruppo di Ascoli Piceno alla ribalta delle principali piazze italiane.

Dopo il tutto esaurito nei concerti di Roma e Milano, ieri sera Daniele Incicco (voce e chitarre), William D'Angelo (chitarre), Davide Fioravanti (pianoforte, fisarmonica e glockenspiel), Nacor Fischetti (batteria e fx), Alessandro Mariani (chitarre e banjo) e Matteo Grandoni (contrabbasso e basso) si sono esibiti al Dejavu Drinkandfood di Sant'Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo (organizzazione Best Eventi). Il concerto ha registrato il pienone, a dimostrazione di quanto il brano “Tutta la vita questa vita”, escluso dalle Nuove proposte e poi divenuto la sigla del Dopofestival 2017, sia entrato nel cuore di migliaia di giovani e non.

Smaltita la delusione, come racconta il leader dei La Rua Incicco, in progetto ci sono «un'estate densa di live e il nuovo disco».

Con il concerto a Sant'Egidio si è chiuso un cerchio, cosa farete nei prossimi mesi?

Con questa tappa nel Centro Italia, vicino casa nostra, abbiamo voluto ringraziare le persone che ci hanno sempre seguito e sostenuto, regalando loro un po’ della nostra musica. In questo cerchio che si è chiuso ci mettiamo la consapevolezza di aver raggiunto un nostro seguito e la volontà di cominciare un nuovo percorso. Nei prossimi mesi ci chiuderemo in studio sia per lavorare ai live estivi, visto che abbiamo richieste da tutte le regioni italiane, e sia per iniziare a scrivere il nuovo album.

Qual è il vostro punto di forza?

La nostra fortuna è che siamo nati facendo concerti. Un altro punto di forza è il gruppo: puntiamo a far emergere la collettività piuttosto che l’individualismo dei singoli. Come in tutte le famiglie qualche volta si litiga, ci si scanna e ci picchiamo (ride) ma poi con la giusta maturità le divergenze si superano e anche gli scontri diventano funzionali per la qualità del rapporto.

Cosa avete imparato da Sanremo?

La nostra canzone, dopo essere stata esclusa, è stata scelta come sigla del Dopofestival. È sicuramente una soddisfazione che ci ha riempito di orgoglio, ma avremmo preferito gareggiare sul palco dell’Ariston. Tuttavia l’affetto dei fan ci ha fatto capire che stiamo lavorando nel modo giusto. Con il nostro pubblico vogliamo condividere tutto e cerchiamo, attraverso i social, di farli entrare nel nostro mondo.

Siete conosciuti anche per il bacio in diretta tv ad Amici. Che messaggio volete trasmettere alle nuove generazioni?

Noi lanciamo sempre messaggi forti attraverso le nostre canzoni. Se qualcuno si scandalizza per un bacio tra ragazzi e non lo fa per emergenze sociali come la povertà o la violenza allora vuol dire che non esiste alcuna emancipazione etica. Vogliamo la legalizzazione dell’amore, indipendentemente da noi.

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