La saggezza di Durham «Alla natura non si sfugge»

L’artista americano racconta l’installazione Solid Ground inaugurata a Loreto in un convegno organizzato dalla No Man’s Land Foundation a Francavilla
FRANCAVILLA. “Solid Ground”, una porta poggiata sul suolo per ascoltare l’urlo della natura colpita al cuore dall’uomo avido di protagonismo, responsabile della sua distruzione, a un passo dal baratro. Sul pianeta che soffoca per i fumi della foresta amazzonica e che teme per lo scioglimento dell’Artico, la porta vetusta collocata da Jimmie Durham al centro della radura - il bosco di No Man’s Land a Loreto Aprutino - ha la forza folgorante dell’arte contemporanea.
Un gesto potente, profetico, provocatorio, rivoluzionario. Che l’artista nativo americano ha maturato con lucida consapevolezza e poetica ironia affinate in ottanta primavere, profonda indagine sulla materia unita alla riflessione sociale e politica. Impegno coronato dal Leone d’oro alla carriera ricevuto quest’anno dalla Biennale d’arte di Venezia.
«Ho una grande responsabilità come artista, se qualcuno mi parla ho la responsabilità di ascoltare e di rispondere, così come gli altri nei miei confronti. E’ naturale, viviamo nella natura. Tutto ciò che non è natura è sovrannaturale. Alla natura non si sfugge»: Jimmie Durham, 79 anni, ha salutato così la comunità di donne e uomini di pensiero raccolti, domenica scorsa, nel giardino tra gli ulivi del Villa Maria a Francavilla, invito alla riflessione a più voci sul tema natura e cultura suggerito dallo stesso artista con la compagna Maria Thereza Alves, artista e performer brasiliana impegnata sui temi dell’ecologia e del colonialismo culturale.
All’appuntamento promosso da No Man’s Land Foundation con Zerynthia, associazione non-profit per l’arte contemporanea guidata da Mario Pieroni, sono intervenuti artisti e critici come Jean Baptiste Decavèle, Pascal Beausse, Lorenzo Benedetti, Chiara Bertola, Riccardo Giagni, Pasquale Tunzi, Alfredo Pirri, Donatella Spaziani e Simone Ciglia.
«Un pubblico straordinario e raro, un laboratorio permanente di salvezza grazie alla condivisione di artisti visionari», ha commentato Dora Stiefelmeier, presidente di Ram (Radio arte mobile), palinsesto sonoro su web (www.radioartemobile.it) dedicato all’arte e alla musica contemporanea su cui verranno riportati gli interventi della tavola rotonda che si è svolta, domenica, al Villa Maria di Francavilla con la performance inaugurale dell’installazione site specific “Solid Ground” di Jimmie Durham nel fondo No Man’s Land a Loreto Aprutino.
L’accesso al “Museo senza pareti” concepito dall’architetto Yona Friedman con Jean Baptiste Decavèle nella campagna tra Loreto e Penne (contrada Rotacesta) è libero e consente di visitare le diverse installazioni permanenti realizzate da nomi illustri dell’arte e della cultura. Terra di tutti, Museo senza pareti, Arte mobile, Libri di tutti: sono questi i concetti ispiratori.
In mediapartnership con il quotidiano il Centro e Rete8, “Solid Ground” vuole essere un progetto partecipativo che mira a coinvolgere attivamente il territorio abruzzese con interviste agli abitanti sulla relazione tra natura e cultura in Abruzzo.
Testimonianze raccolte con la collaborazione degli studenti della Facoltà di architettura dell’università degli studi Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara coordinati dal professor Pasquale Tunzi, docente di geometria descrittiva.
Come suggerito dal titolo dell’installazione di Durham, la Fondazione No Man’s Land (www.nomanslandfoundation.org) intende dare voce a quanto arriva dal basso, gli abitanti delle quattro province abruzzesi di L’Aquila, Pescara, Chieti e Teramo.
Si tratta di un progetto inedito per raccontare la realtà della gente che vive in relazione a un territorio dalla natura forte, l’Abruzzo, fatto di paesaggi incontaminati tra mare e montagna, risorse incomparabili che si misurano con le quotidiane sfide del clima che cambia e lo stravolgimento degli equilibri naturali (e animali) per mano dell’uomo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA