La spagnola Alicia Gimenez-Bartlett: «Petra sempre più ribelle e arrabbiata»

6 Maggio 2024

Apparsa sulla scena quando non c'era l'euro e neppure i telefonini, Petra Delicado, l'ispettrice della Policia Nacional di Barcellona creata da Alicia Gimenez-Bartlett è sempre rimasta una ribelle....

Apparsa sulla scena quando non c'era l'euro e neppure i telefonini, Petra Delicado, l'ispettrice della Policia Nacional di Barcellona creata da Alicia Gimenez-Bartlett è sempre rimasta una ribelle. Nel nuovo atteso romanzo La donna che fugge, appena arrivato in libreria per Sellerio, «è un po’ delusa dalla vita, come tutti quando invecchiamo, e dai cambiamenti della società che non capisce, ma continua ad avere il suo humour. Si arrabbia di più». Lo racconta la scrittrice spagnola, attesa con il suo ultimo libro il 10 maggio al Salone del Libro di Torino. «Oggi la cultura non è importante come l'economia, la politica. La possibilità che ha uno scrittore di cambiare qualcosa è piccolissima, ma non deve fare autocensura», racconta Gimenez-Bartlett, Premio Planeta nel 2015, amatissima in Italia dove ha venduto oltre un milione di copie. La donna che fugge ci porta nel mondo dello street food. Petra e il suo vice Garzon indagano sull'omicidio di un ambulante, accoltellato nel suo furgone. Trovano una ricevuta intestata a una francese, ma la donna e irreperibile e il suo passaporto è falso, come quello della vittima.
«Mi incuriosisce il mondo dello street food. Nel mio libro Vita sentimentale di un camionista si vedeva come l'esistenza di questi camionisti fosse un po’ accanto e un po’ fuori dalla società, e loro fossero fieri di questo. Qui succede lo stesso, gli ambulanti si sentono più liberi degli altri», racconta la scrittrice, che ha il senso dell'ironia della sua ispettrice e del suo successo dice: «Non si deve credere molto al successo. Scrivere è un modo di vivere. Quando arriva un riconoscimento è bellissimo, ma mi piace soprattutto avere dei lettori. La scrittura è la mia vocazione di sempre. Quando ero piccola raccontavo le storie che avevo in testa a mio padre e gli chiedevo di scriverle per me». Adesso le piccole cose di ogni giorno, il lavoro e la scrittura sono une necessità per Alicia. «Non vivo un buon momento. Mio marito è morto l'estate scorsa di cancro, in sei mesi. Scrivo tutti i giorni, eccetto il week end. Comincio alle 10 di mattina, finisco alle 16 senza mangiare. E poi non penso più a niente, faccio cose manuali».
Petra è diventata anche una serie tv interpretata da Paola Cortellesi su Sky. «Recentemente la Cortellesi è venuta a Barcellona per assistere alla presentazione del suo film. Siamo andate a berci una birretta. Anche gli spagnoli la adorano. Si comincia adesso a girare la terza stagione di Petra, è magnifica ma non capisco perché l'animale che le fa compagnia sia una tarantola. È un po’ eccessivo». La Bartlett si sente più vicina agli autori europei, mediterranei, che ai nordici. Nei suoi libri le chiacchierate con Garzon, le battute con il suo vice, non mancano mai. «La serie è un omaggio all'amicizia. Per me è fondamentale anche la parte psicologica dei personaggi perché è ciò che fa vera una storia. Nel giallo americano classico il detective è un prototipo. Mi sembra che dal punto di vista creativo e umano manchi qualcosa». Le elezioni europee la preoccupano. «La politica attuale è molto difficile. Non sappiamo cosa succederà. Abbiamo l'estrema destra. A me fa un po’ paura. Ma vedo con piacere alla tv le manifestazioni degli studenti nelle università americane contro Netanyahu, forse è possibile una reazione». La donna che fugge ha avuto in Spagna grande successo, «più degli altri miei libri. Petra continuerà ad esserci in un altro libro almeno». E le giovani sorelle detective che ha raccontato ne La presidente? «È un mondo nuovo e non so se avrò il tempo di portare avanti due serie, ma un altro libro con le giovani poliziotte Miralles lo voglio fare» rivela la scrittrice.