La stampa straniera incorona il Traditore di Favino e Bellocchio

CANNES. La firma del contratto di distribuzione in America, apposta, l’altro ieri, dai compratori di Sony Classics per Il Traditore di Marco Bellocchio vale più di un passaporto per le sorti del film...
CANNES. La firma del contratto di distribuzione in America, apposta, l’altro ieri, dai compratori di Sony Classics per Il Traditore di Marco Bellocchio vale più di un passaporto per le sorti del film e per la sua, probabilissima candidatura come film italiano nella corsa all'Oscar 2020.
Benché fin dalle prime immagini il ritorno di Bellocchio a Cannes (i premi del Festival saranno annunciati oggi) sia stato accompagnato da una concreta effervescenza del mercato (tra i primi ad acquistare i diritti di distribuzione c'erano la Polonia, la Germania e ovviamente la Francia), è stata la trionfale accoglienza di giovedì sera ad alzare le quotazioni del film che ieri è stato salutato da un coro di recensioni positive dai giornali stranieri più influenti. Il quotidiano francese Libération, solitamente poco tenero con il cinema italiano più classico, coglie perfettamente il senso del film e ne loda l'abilità con cui si discosta dai cliché del «cinema di mafia» e concentra la sua attenzione su personaggi che, da Buscetta a Falcone, «non sono raccontati come eroi o antieroi, bensì come persone normali, a loro modo perbene, che credono ancora in un'etica all'interno di un mondo dove i valori si sono fatti sempre più rari, ciascuno a modo proprio e ciascuno dalla sua parte». Come Libération anche The Guardian segnala l'eccezionale interpretazione di Pierfrancesco Favino e applaude il film come «un grande e magnificamente filmato racconto di mafia che abbraccia più di 30 anni della vita italiana con l'autorevolezza della storia ufficiale». Il cuore del film - per il critico che gli assegna tre stellette - è certamente il maxi-processo ripreso come un gran teatro all'italiana, pieno di bizzarrie, colori e personaggi di contorno. E forse è proprio questa però la parte della rappresentazione che lascia più incerti i critici anglosassoni che - come per esempio Indiewire - rimproverano a Il Traditore una mancanza di emozione ed empatia, come se l'indagine storica trattenesse in qualche modo la passione del regista. Per Variety il film è «un forte e sorprendentemente schietto melodramma». La “Bibbia” del cinema americano segnala la spettacolare fotografia di Vladan Radovic e un sapiente uso della musica che «riannoda il film di Bellocchio alla grande tradizione operistica». Screen International parla di un lavoro collettivo che dà «al film la dimensione e la forza di un grande racconto epico criminale, senza mai indulgere nella mitizzazione del suo enigmatico protagonista».
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